Una perizia ricostruirà l’incidente mortale

8 Dicembre 2023

Ma per adesso il 28enne ubriaco alla guida resta in carcere con l’accusa di duplice omicidio stradale

L’AQUILA. Sarà una perizia tecnica, con ogni probabilità, a ricostruire l’esatta dinamica del tragico incidente frontale di sabato sera a Marana di Montereale, in cui hanno perso la vita i due coniugi 81enni Albino De Vecchis e Filomena Croce. Servirà anche a fare luce sul ruolo che hanno avuto le condizioni in cui versavano le due auto prima e dopo l’impatto sulla statale 260 Picente. I dettagli, così come l’esito dell’autopsia che arriverà fra 90 giorni, potranno limare le accuse (e le aggravanti), per avere poi un ruolo importante nel corso del procedimento penale.
Ma gli inquirenti non hanno alcun dubbio sul fatto che lo schianto sia stato provocato dal 28enne che guidava la Panda rossa, Ionut Borcea, e sul suo stato di ebbrezza, con un livello di alcol rilevato quattro volte superiore al limite consentito. La sua auto ha invaso la corsia opposta di marcia, finendo contro la Y10 su cui viaggiavano i due anziani, come ricostruito dai carabinieri, che indagano sotto il coordinamento del pm titolare dell’inchiesta Marco Maria Cellini.
Per questo, il giovane di origini romene resta in carcere, a Preturo, con l’accusa di duplice omicidio stradale. Anche perché, secondo il giudice per le indagini preliminari Marco Billi, c’è il rischio di reiterazione del reato e di fuga. Il 28enne, del resto, era in Italia – e a Montereale – da pochi mesi. Il suo difensore, l’avvocato Marica Badia, riproverà a chiederne la scarcerazione. La famiglia De Vecchis è invece rappresentata dai legali Ernesto e Massimiliano Venta. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .