Una star sui social, aveva tre anni

24 Gennaio 2023

Fallì il tentativo di rieducarlo. Il biologo Antonucci: ecco perché non era in letargo

CASTEL DI SANGRO. Di rimanere sui boschi, il giovane Juan Carrito non ne voleva proprio sapere. Intraprendente e affamato nella sua stazza di 150 chili, aveva capito che era più facile scendere nei centri abitati e procurarsi il cibo nei pollai, nei cassonetti e nelle pasticcerie. E per questo era diventato una vera star: le sue scorribande, immortalate dai passanti, facevano ogni volta il giro d’Italia (e non solo) grazie ai social network. Fallito miseramente il tentativo di rieducarlo nell’area faunistica recintata di Palena, l’anno scorso era tornato alle sue solite abitudini. La preferita? Fare stragi notturne di galline.
Il suo nome lo doveva proprio a una delle sue prime incursioni, quella nella frazione di Carrito di Ortona dei Marsi. Poi in un paio di anni gli avvistamenti sono diventati centinaia: impossibile citarli tutti. L’orso si spostava tranquillamente tra Roccaraso (famoso il video della sua passeggiata nella stazione ferroviaria) e Pescasseroli, nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Spesso la sera si faceva vedere anche a Villalago e a Scanno. Qualche volta, si ritrovava a fuggire impaurito dalle auto.
Il 21 dicembre scorso il cibo lo andò a cercare addirittura nel ristorante pluristellato di Niko Romito a Castel di Sangro. Poi una capatina sulle piste da sci di Roccaraso e di nuovo il ritorno giù nel paese sangrino, dove negli ultimi giorni si era reso protagonista di altri blitz, come quello nell’azienda agricola Nicola Lauriente. L’ultimo a Castel di Sangro proprio ieri mattina, quando si è palesato sulle strade innevate della cittadina, tra le autovetture. Troppi pericoli intorno, per lui e per gli altri: in tanti, sui social, lo segnalavano ogni volta tra i commenti delle sue foto acchiappa like.
Nonostante il freddo degli ultimi giorni e la neve scesa copiosa, l’orso figlio di Amarena se ne continuava ad andare in giro per i paesi invece di andare in letargo. Ma perchè? «Prima di tutto va detto che i maschi giovani di orso vanno molto poco in letargo, principalmente ci vanno le femmine, soprattutto se incinte, e i maschi anziani», spiega il biologo del Parco nazionale della Maiella Antonio Antonucci, che seguiva il plantigrado, continuando: «Poi va considerato anche che, tranne in questo periodo in cui ha nevicato molto e le temperature sono scese, negli ultimi mesi ha fatto molto caldo. Questo vuol dire che non c’erano le condizioni giuste affinché Carrito, che aveva tre anni, andasse in letargo. Anche lo scorso anno ci andò soltanto per un mese». (e.b.)