Una statua di Wojtyla all’Aceretta meta delle passeggiate del Papa

La cerimonia ai Prati d’Angro nella faggeta di Villavallelonga. La stele dono di un residente in Canada Due le visite segrete del pontefice nel 1995. Il vescovo Massaro: «Qui traspare la presenza di Dio»
VILLAVALLELONGA. Era la primavera del 1995 quando Papa Giovanni Paolo II partì dal Vaticano segretamente per raggiungere le montagne marsicane. Ieri, dopo 17 anni, il ricordo di quelle passeggiate tra le secolari faggete di Villavallelonga è stato suggellato con una statua che raffigura Papa Wojtyla. È stata inaugurata ieri pomeriggio alle 16 dal vescovo, monsignor Giovanni Massaro, accolto dal parroco don Carmine Di Bernardo e dalla comunità dei fedeli che ha ancora impresse nel cuore quelle visite del pontefice. La statua è stata posizionata in località l’Aceretta, ai Prati d’Angro. Si tratta del dono di un benefattore originario di Villavallelonga che da tempo vive in Canada. Ha voluto omaggiare il luogo tanto amato da papa Wojtyla e le sue visite avvenute in due diverse occasioni nel 1995. Passeggiate solitarie che si concludevano con preghiere sulle spoglie di don Gaetano Tantalo. «Oggi con questa cerimonia», ha affermato il sindaco Leonardo Lippa, «si è rinnovato un legame tra il nostro territorio, il santo padre e don Gaetano. Tutto ciò proprio nel giorno della Liberazione dal nazifascismo che don Gaetano affrontò offrendo addirittura la sua vita pur di salvare quella dei suoi concittadini. Grazie di cuore a Cecilia e Candidoro», ha aggiunto il primo cittadino, «per tutto l’impegno profuso affinché quest’opera venisse realizzata e posta in uno dei luoghi più belli d’Abruzzo». Il vescovo, dopo aver ricordato l’importanza del luogo da cui traspare «la presenza di Dio», si è soffermato in preghiera alcuni minuti davanti alla statua del Papa. Giovanni Paolo II, oggi santo, amò molto, al punto di tornarci due volte, i Prati d’Angro per la quiete della natura, per lo spirito di pace che trasmettono e per lo scenario montano che probabilmente gli faceva tornare alla mente i più familiari monti Tatra, al confine tra Polonia e Slovacchia, la parte più alta dei Carpazi. In occasione di una delle due visite private, ad alcuni residenti di Villavallelonga che incontrò non lontano dalla chiesa del paese, donò un rosario: aveva perle bianche e l’emblema del vaticano. In paese tutti ricordano ancora un gesto che rimase nella storia non solo del paese: la sua preghiera per don Gaetano Tantalo di cui è in corso ancora il processo di beatificazione, ma che proprio Papa Wojtyla dichiarò venerabile. All’ingresso della strada che porta all’Aceretta, di fronte alla chiesa della Madonna della Lanna, è già presente una stele a ricordo di quelle passeggiate del pontefice in Abruzzo.
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