Una statua in sua memoria: il Camoscio d’Abruzzo si arrampica verso il cielo

Sarà una giornata di ricordi ed emozioni: il via alle 10 con un convegno al castello Il figlio Cristiano: «L’opera rappresenta il popolo marsicano che papà amava»
AVEZZANO. La statua appena restaurata da Bruno ed Eleonora Morelli si palesa avvolta da un telo di plastica verde. L’avevamo lasciata meno di due mesi fa con ancora addosso i segni del degrado e dell’abbandono. Ora è più viva che mai: la nuova patinatura ha ridato vigore al bronzo che raffigura uno degli scatti che ha fatto sognare la folla: Vito Taccone è di nuovo lì, più che vivo che mai, pronto ad arrampicarsi di nuovo verso il cielo. Il restauro dell’opera e la realizzazione del nuovo basamento si sono conclusi a tempo di record. Tutto ha funzionato alla perfezione per arrivare pronti nel giorno che più conta: domani alle 12 il taglio del nastro in piazza Cavour, a pochi metri dal forno Michetti in cui il campione ha scoperto la nobile arte della bicicletta iniziando a lavorare come garzone. A dare ancora più suggestione all’opera è lo sguardo del Camoscio rivolto verso il Monte Salviano, la montagna degli allenamenti e dei sacrifici, il tappeto volante che ha consentito al giovane Vito di prendere il volo verso la leggenda. Ieri, poco dopo mezzogiorno, la scultura è stata posizionata sul nuovo e imponente basamento. Ancora qualche dettaglio e tutto sarà pronto.
La lunga attesa
C’è voluta una pacifica, piccola sommossa popolare per riportare in auge l’opera bronzea del Camoscio. Dopo il furto sul monte Salviano e il successivo danneggiamento nel 2014 (appena due anni dopo l’inaugurazione), gli appelli per riportare in vita la scultura finirono nel vuoto. Una attesa lunga ed estenuante fino a che, due anni fa, un gruppo di cittadini ha dato il via a una raccolta firme per chiedere all’amministrazione comunale di ripristinare l’omaggio al campione cittadino. L’elemento popolare è centrale nella vicenda: sono stati proprio gli avezzanesi, il popolo che Taccone amava, a chiedere a gran voce il restauro e il collocamento nel cuore di piazza Cavour. Il comitato di piazza Cavour, nel frattempo diventato un’associazione culturale, ha coinvolto politici e istituzioni raccogliendo persino appelli illustri: celebre quello di Francesco Moser, che sulle colonne del Centro chiedeva a gran voce il recupero della statua. «Avezzano deve rendere onore a Vito Taccone, un personaggio unico nella storia sportiva dell’Abruzzo che non merita di essere dimenticato», aveva detto l’iridato di San Cristobal.
il simbolo
«È una statua che non rappresenta solo mio padre, ma tutti noi, l’intera città e il popolo avezzanese e marsicano che mio padre ha sempre amato», dice emozionato il figlio Cristiano. Ora che l’opera è tornata a casa, si attende solo il taglio del nastro. Parteciperanno lo stesso Moser ma anche l’ex ct della nazionale, Davide Cassani, e il vincitore del Giro 2000, Stefano Garzelli. Prima dell’inaugurazione, alle 10, è in programma un convengo al castello Orsini in cui verranno proiettati i filmati di alcune delle imprese di Taccone. Lo storico Giovanbattista Pitoni, inoltre, leggerà una poesia che il padre Antonio dedicò a Taccone dopo i cinque successi di tappa al Giro 1963. (l.p.)
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