il caso

Una transgender avezzanese entra nel partito di Vannacci: «Lui non è omofobo»

7 Giugno 2026

Si chiama Francesca Riccitelli:

«L’orgoglio per la patria non è contrapposto alle libertà individuali»

AVEZZANO

«Gli omosessuali (...) non sono normali». Quando, il 10 agosto del 2023, uscì nelle librerie “Il mondo al contrario”, il fenomeno editoriale firmato Roberto Vannacci, questo fu uno dei passaggi più controversi del testo. Sul generale piovvero accuse di omofobia e razzismo, lo stesso esercito prese le distanze e avviò un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Oggi, quasi tre anni dopo, nel partito fondato dall’ex parà entra Francesca Riccitelli, avezzanese, 30 anni, e con un percorso di transizione di genere alle spalle. Una scelta che racconta meglio di tanti sondaggi quanto il perimetro dei vannacciani sia diventato imprevedibile. I numeri ne certificano l’ascesa: solo in Abruzzo Futuro nazionale viaggia a una media di 150-200 nuovi iscritti al giorno. Così, in questa cavalcata verso le Politiche del 2027, succede che le porte dei “futuristi” si aprano anche a chi, fino a poco tempo fa, sarebbe stato considerato incompatibile con il partito.

È stata la stessa Riccitelli a ricordare il suo passato. «La mia storia parla da sola. Per questo respingo le semplificazioni che troppo spesso vengono utilizzate nel dibattito pubblico, specie da sinistra. Roberto Vannacci non è omofobo, il suo messaggio è quello di ricondurre il tema delle libertà individuali all'interno di un quadro valoriale chiaro e condiviso», si legge nella nota con cui ha reso pubblica la sua scelta di campo. Sentita dal Centro, però, non esclude che possa trovare ostacoli all’interno del partito. «Potrei incontrare persone con dei pregiudizi nei miei confronti. Può succedere in qualsiasi realtà». Riccitelli racconta di essere stata nell’area del centrodestra e che ciò, in passato, è stato un problema. «Ho collaborato con diverse realtà associative legate al mondo Lgbtq, ma per le mie idee non sono mai stata bene con loro. Basta pensare che la maggior parte delle offese che ho ricevuto da quando ho dato la notizia del mio tesseramento provengono da sinistra».

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C’è, però, un tema ideologico: si può essere vannacciani e avere un’identità di genere transgender allo stesso tempo? «Come il generale, credo nell’orgoglio per la nostra storia, per le tradizioni e per l'identità nazionale, che non sono qualcosa di contrapposto alle libertà individuali», risponde, anche se pone dei paletti: «Sono contraria alla gestazione per altri e alla transizione di genere per i minori. Sono percorsi che vanno fatti una volta raggiunta la maggiore età». Sulle adozioni per le coppie gay il terreno si fa scivoloso: «Preferisco non pronunciarmi», dice Riccitelli, «ma se possibile si dovrebbe privilegiare una coppia genitoriale formata da un uomo e una donna. È la condizione più naturale». Vannaccianismo – quasi – ante litteram.

Resta da capire come reagirà la base elettorale di Futuro nazionale all’ingresso di Riccitelli. Alcuni dei volti dello stato maggiore dei futuristi d’Abruzzo evitano di prendere posizione; per il deputato Rossano Sasso, coordinatore del partito per il Centrosud, l’importante sono le idee. «Ciò che conta per noi è che chi entra nel movimento sposi in pieno la nostra causa. Chi è con noi deve abbracciare la nostra posizione, che è molto ideologica, per il resto non facciamo distinzioni», spiega Sasso, sentito dal Centro, «se si è tesserata significa che non è favorevole alla teoria gender o ai farmaci bloccanti per i minori». A questo punto, manca solo l’incontro con il generale. «Avevo pensato di andare a Roma per l’assemblea costituente del partito, ma non ci sarò. Spero di vederlo presto», dice lei. L’appuntamento con la nascita ufficiale del partito è il prossimo fine settimana, all’Auditorium della Conciliazione. Vannacci abbraccerà finalmente il suo popolo, quello del “mondo al contrario” stufo della «dittatura delle minoranze». Che ora, però, fanno anche parte del suo partito.

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