Una vita accanto al marito malato

21 Aprile 2015

La donna morta nel fiume soffriva per la malattia del coniuge

SULMONA. Oltre nove anni passati al capezzale del marito gravemente malato, aiutata solo dai figli e abbandonata dalle istituzioni. Un peso troppo oneroso anche per una donna generosa come Liberata Di Pelino che ha dedicato la sua vita alla famiglia e agli altri. La donna, che aveva 60 anni, è stata ritrovata morta, nel pomeriggio di domenica, annegata nel fiume Aterno nei pressi di Popoli dopo che, qualche ora prima, i figli ne avevano denunciato la scomparsa. Era talmente legata al marito che voleva accudirlo praticamente da sola. Permetteva solo ai figli e a poche altre persone di concederle quel minimo riposo di cui aveva bisogno per poter affrontare il duro impegno del giorno dopo. Anche perché l’assistenza sanitaria prevista dai protocolli regionali era quasi nulla. Un impegno che nel corso del tempo l’avrebbe portata ad avere qualche cedimento, soprattutto perché le condizioni di salute del marito non presentavano alcun miglioramento. Cosa questa che, secondo le persone che le erano vicine, l’avrebbe portata a prendere l’ultima drammatica decisione. I funerali di Liberata Di Pelino, che lascia oltre al marito anche un figlio e una figlia, si svolgeranno oggi alle 11 nella basilica della Madonna della Libera.

Claudio Lattanzio

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