Unione dei Comuni, si cerca un accordo

L’area di Fratelli d’Italia vuole rispettare le realtà territoriali per ottenere un equilibrio nelle nomine
AVEZZANO. Sindaci e amministratori a caccia d’intese per l’Unione dei comuni. La parola d’ordine per il futuro dell’ex comunità montana sembra essere “condivisione” e per questo tra i delegati dei 34 comuni del territorio, che sono pronti a trovare una quadra prima di eleggere il presidente e l’intero consiglio, sono iniziate delle consultazioni informali. Il peso dell’Unione dei comuni è sostanzioso, soprattutto perché si andranno a gestire 3 milioni di euro del piano nazionale di ripresa e resilienza per il settore del sociale e per altri tipi di servizi associati per i Comuni. Insomma, una partita importante. Per questo motivo i sindaci vogliono fare in modo che non ci siano frizioni interne e che tutto fili liscio.
I sindaci, lasciata alle spalle l’intesa sull’asse Di Pangrazio-Liris, che ha condizionato le nomine al Consorzio acquedottistico marsicano e all’Aciam, sembra abbiano aperto una nuova partita con regole diverse. Anche perché il Comune di Avezzano, e quindi il sindaco (sospeso) Gianni Di Pangrazio, non faranno parte della corsa verso l’Unione dei Comuni poiché non rientra tra le realtà che costituiscono l’ente sovracomunale. Dall’altro lato, l’assessore regionale di Fratelli d’Italia, Guido Liris, pur potendo contare su diversi sindaci marsicani di Fdi o a lui vicino, avrebbe comunque bisogno di trovare il sostegno di tanti altri amministratori locali di varie estrazioni politiche. La strada che quindi vorrebbero percorrere i rappresentanti dei comuni marsicani, sarebbe quella dell’intesa. Una ipotesi su cui si sta già lavorando. Di nomi nei giorni scorsi se ne sono fatti tanti, Settimio Santilli, sindaco di Celano, Pasqualino Di Cristofano di Magliano de’ Marsi, Quirino D’Orazio di San Benedetto dei Marsi o Sara Cicchinelli di Civita d’Antino. A questi se ne potrebbe aggiungere ancora altri, ma fondamentale sarà capire chi riuscirà ad accaparrarsi più voti dei delegati di ciascun comune (uno per la maggioranza e uno per l’opposizione).
Intanto, tre dei quattro aspiranti, o presunti tali, presidenti dell’Unione dei comuni si sono concessi una pausa dal lavoro in municipio e si sono incontrati a cena, immortalati anche da qualche foto ricordo per scongiurare qualsiasi forma di antagonismo. Ma in questi casi non bisogna dare nulla per scontato.
«Un incontro per affrontare altre questioni», hanno tenuto a sottolineare i protagonisti della serata, tutti accomunati dallo stesso credo politico di area meloniana, aggiungendo che la strada giusta sarà quella «dell’unità nel rispetto delle realtà territoriali, ma anche delle competenze e dell’esperienza». Come accadeva in passato per la comunità montana, sarà necessario eleggere un presidente e un consiglio. (p.g.)

