Unione Rugby L’Aquila il futuro è tutto da scrivere

Dopo la conquista della permanenza in serie A il club ora deve riorganizzarsi e progettare la prossima stagione. Coach D’Antonio: valorizzati talenti aquilani
L’AQUILA. Missione compiuta. Con il successo sulla Capitolina all’ultima giornata del girone 3 di serie A, l’Unione Rugby L’Aquila ha centrato la permanenza nella categoria con 40 punti (7 vittorie e 11 sconfitte), traguardo minimo per la palla ovale aquilana, ma importante per un sodalizio che solo in estate ha iniziato il suo nuovo percorso.
«Non mi aspettavo di più», commenta il tecnico Roberto D’Antonio, alla sua prima esperienza su una panchina di serie A, condivisa con Luigi Milani per il reparto degli avanti. «Siamo partiti in ritardo con due gruppi da assemblare (Gran Sasso e Polisportiva L’Aquila) che non avevano mai giocato insieme e senza precampionato. In alcune occasioni, poi, siamo stati sfortunati, inesperti e poco cinici, ed abbiamo perso partite che potevamo vincere. Siamo arrivati in sofferenza al traguardo nell’ultima partita, giocata con ritmi elevati, superiori per la categoria con solo due mischie nel primo tempo».
Il progetto dell’Unione, nato dal coinvolgimento di quattro società aquilane con non pochi problemi interni, ha visto la rosa costruita con 18 elementi provenienti dalla Gran Sasso (che ha anche messo a disposizione il titolo sportivo) e altrettanti della Polisportiva L’Aquila, con l’inserimento in organico dell’apertura scozzese John Anderson e della seconda linea laziale Carlo Donadio. Sono stati 38 i giocatori impiegati nel corso della stagione, con l’età media di 24 anni, dal più esperto, la terza linea classe 1982 Alessandro Ippoliti, all’ala-estremo diciassettenne Alessio Ciotti, con 14 esordienti in serie A in una squadra che sembra una famiglia, per le 4 coppie di fratelli con Luca e Alessandro Cortesi, Alessio e Riccardo Di Febo, Federico e Lorenzo Pupi, Daniele e Massimo Sansone. Dei 378 punti realizzati (sono 470 quelli subiti) 22 atleti sono stati iscritti a tabellino, con Anderson miglior marcatore a quota 115 (con 32 trasformazioni e 17 calci), poi Simone Petrolati, che è il metaman della squadra con 45, frutto di 9 mete (su 50 complessive). «Non ho rimpianti», commenta D’Antonio, «avrei potuto dare maggior minutaggio a qualche ragazzo e coinvolgere di più l’Under 18. Vederli approdare in serie A, con grande atteggiamento e il piacere dei senatori nel giocare con loro, è stato davvero bello. Nel corso della stagione abbiamo migliorato l’indisciplina, lavorato sulla testa e le qualità emerse. I ragazzi non meritavano di fare i play out». Per i neroverdi ora allenamenti programmati e meritate vacanze, in attesa di conoscere i programmi per il futuro, da parte del sodalizio guidato dal presidente Pierfrancesco Anibaldi. «Spero di incontrare presto la società. Abbiamo ripristinato il senso di appartenenza tra i ragazzi e dobbiamo trovare le risorse per permettere loro di crescere ed emergere».
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