«Universitari ucraini lasciati senza soldi»

27 Ottobre 2023

Lo segnala Aquilasmus: «I cinque rifugiati non ricevono ancora la rata della borsa di studio di marzo»

L’AQUILA. Cinque studenti ucraini sono stati lasciati dall’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila (Adsu) senza la seconda rata della borsa di studio. Da quasi sette mesi. I ragazzi sono arrivati all’Aquila tra il 2021 e il 2022 per svolgere un periodo di studi all’estero e sono poi dovuti rimanere in seguito allo scoppio della guerra nel loro Paese. A segnalare la vicenda è l’associazione di volontari per gli studenti stranieri Aquilasmus. «Da marzo ancora non ricevono l’ultima rata della borsa di studio. L’Adsu ha detto che finché non nominano il nuovo direttore generale non si sa quando qualcuno potrà firmare i moduli per erogare le somme dovute», spiega la presidente di Aquilasmus Chiara Parisse.
Ma gli studenti ucraini non sono i soli a pagare le conseguenze delle turbolenze che affliggono casa Adsu. Oltre 200 universitari fuori sede attendono infatti di scoprire se sono assegnatari di un posto letto convenzionato per l’anno accademico 2023/24. La graduatoria del bando per la residenzialità universitaria del 6 ottobre, infatti, ancora non esce, sebbene la sua pubblicazione era stata annunciata dalla presidente dell’ente Eliana Morgante per lunedì scorso. Perché l’Adsu non abbia ancora reso pubblico l’esito della gara per l’assegnazione dei 100 posti letto nel complesso “il Moro”, rimane un mistero. Di quei 100 posti, tra l’altro, 20 sono già occupati da studenti risultati assegnatari nella prima graduatoria del 29 settembre, poi annullata. Anche la loro permanenza nella struttura è appesa agli esiti ancora ignoti della gara. Nel pasticcio burocratico, al momento, emergono con chiarezza solo i disagi degli studenti senza sussidio, di quelli senza casa o a rischio sfratto, e dei dipendenti dell’Adsu rimasti senza stipendio questo mese, come hanno segnalato nei giorni scorsi i sindacati.
«La carica vacante del direttore dell’Adsu, poiché la precedente responsabile Paola Di Salvatore è stata revocata alcune settimane fa, e il mancato adeguamento del consiglio d’amministrazione, nonostante la nomina fatta dal consiglio regionale, stanno generando una paralisi nell’attività dell’azienda», attacca il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci. Poi sui posti letto: «Mancherebbero un verbale di consegna dell’immobile prima dell’assegnazione degli alloggi, le disposizioni di sicurezza, la documentazione antisismica e al 1° ottobre non risultavano ancora attivate le utenze. Continuare così vuol dire affossare non solo l’Adsu, ma anche l’immagine, i servizi e le attività che questa deve offrire all’Ateneo e alla città. Le responsabilità della presidente Morgante richiedono un gesto di dimissioni e la sua immediata sostituzione».
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