Urne violate, all’Aquila i resti dei Beati

1 Marzo 2020

Trasferimento nella basilica di San Bernardino. Convegno sul futuro del luogo sacro: s’ipotizza di trasformarlo in santuario

OCRE. Saranno presto trasferiti all’Aquila, nella basilica di San Bernardino da Siena, i resti mortali del Beato Timoteo da Monticchio e del Beato Bernardino da Fossa le cui urne sono state profanate qualche giorno fa nel convento di Sant’Angelo d’Ocre. Saranno messe in sicurezza, sempre nella basilica del Santo senese, anche le reliquie di San Cesidio da Fossa e del Beato Ambrogio da Pizzoli che si trovano anch’esse a Sant’Angelo d’Ocre.
Il tutto avverrà quando la magistratura, che sta indagando sullo sconcertante atto vandalico, toglierà i sigilli all’edificio sacro.
Il corpo del Beato Timoteo, come ha chiesto un rappresentante della congregazione della Madonna Addolorata di Monticchio, prima di essere portato all’Aquila dovrà essere attentamente ricomposto.
Per fortuna che nel 2004 fu fatta una terza ricognizione (dopo quelle del 1870 e del 1962) e grazie ai verbali dell'epoca sarà possibile verificare ogni dettaglio ed evidenziare se ci sono “pezzi” mancanti.
Di questo si occuperà una apposita commissione diocesana.
Il costo del “trasferimento” dovrebbe essere a carico del finanziamento disponibile da tempo per eseguire i lavori del primo lotto.
Il ritorno dei Santi e Beati nella loro “casa” avverrà a chiusura del cantiere ma i tempi sono molto incerti e pare che lo storico convento non sarà restituito al culto prima di 10 anni.
IL CONVEGNO. Ieri mattina nel monastero di Santo Spirito d’Ocre si è svolto un convegno organizzato dai Comuni di Ocre e Fossa e dall’Unla (Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo) di Ocre – di cui è presidente Carmine Santarelli – sul destino futuro del convento di Sant’Angelo.
Il confronto era stato pensato e organizzato tempo fa, ma la scoperta della profanazione ha spinto i partecipanti a chiedere che si faccia presto sia a mettere in sicurezza le reliquie e le opere d’arte e sia a dare il via ai lavori (il progetto dovrebbe essere redatto dal Provveditorato alle opere pubbliche).
Al convegno hanno preso la parola, tra gli altri, i sindaci di Ocre, Fausto Fracassi, e di Fossa, Fabrizio Boccabella, Antonio Lattanzi, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di San Demetrio ne’ Vestini-Rocca di Mezzo, l’ingegner Giacomo Di Marco (ex sindaco di Fossa), Gianfranco Ruggieri, docente della facoltà di Ingegneria e autore – insieme ai suoi studenti – di un rilievo dettagliatissimo del convento e di una conseguente ipotesi progettuale.
FABBRICA DI SANTI. Raffaele Fico, dirigente dell’Ufficio speciale per i Comuni del cratere, ha fatto il punto sulla ricostruzione post sisma 2009 e parlato dello sviluppo economico e sociale dei territori.
Il nunzio apostolico monsignor Orlando Antonini, dopo un excursus storico ha tenuto a sottolineare che il convento di Sant’Angelo dovrà tornare ad avere la funzione religiosa che ha sempre avuto tanto che viene definito «la fabbrica dei Santi».
Di una vera e propria «Greccio d’Abruzzo», inoltre, ha parlato padre Quirino Salomone che ha ricordato che il convento di Sant’Angelo ad Ocre già prima del sisma era al centro dei “Cammini” più importanti del centro Italia.
IL SANTUARIO. Alla fine della mattinata di lavori, è stato il presidente dell’Unla di Ocre, Carmine Santarelli, che di intesa con i sindaci di Ocre e Fossa ha sintetizzato gli elementi emersi dalla discussione e ha proposto di far diventare – in prospettiva futura – il convento di Sant’Angelo un santuario, visto che ne ha tutte le caratteristiche e cioè «la manifestazione del divino, la presenza di sepolture di personaggi importanti o di reliquie, la connessione a eventi considerati soprannaturali».
La gestione potrebbe essere affidata a una comunità di frati.
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