Usi civici, domani si vota a Tempera Critico De Amicis

L’AQUILA. Domani primo dicembre si vota Tempera per il rinnovo dell'Amministrazione dell'uso civico (Asbuc).Da questo prende spunto l'ambientalista di Tempera Alfonso De Amicis.«Nel guardare le...
L’AQUILA. Domani primo dicembre si vota Tempera per il rinnovo dell'Amministrazione dell'uso civico (Asbuc).
Da questo prende spunto l'ambientalista di Tempera Alfonso De Amicis.
«Nel guardare le liste in canpo», scrive De Amicis, «sorgono molti interrogativi. Ci sono una lista di quattro candidati e l'altra di un solo candidato. Una garanzia per essere tutti eletti, a dispetto del concetto di rappresentanza e a dispetto della logica della trasparenza. Pare tutto concepito dentro un percorso da bar o suggerito in qualche segreteria non di partito, in quanto essi non esistono più, piuttosto da qualche uomo politico. Potrebbe ritornare utile per qualche elezione in prossimo futuro. Qui sorgono spontanee alcune domande: come ci si può lamentare della “politica” in generale se poi si perseguono metodi identici? E in seconda battuta mi viene da domandare se si è a conoscenza della complessità della materia. C'e un aspetto che non è mai stato affrontato e che andrebbe affrontato dal punto di vista storico e giuridico e cioè se quella enorme massa d'acqua che sgorga dalle viscere del Gran Sasso sia, come ha sempre sostenuto il compianto professor Alessandro Clementi, di Uso civico o meno. Conseguentemente a questa visione di Bene comune», conclude Alfonso De Amicis, «bisognerebbe abbandonare quelle vecchie politiche che hanno portato ad una devastazione del territorio in cambio di qualche euro. Occorrerebbe quindi cambiare rotta e questo richiederebbe, come minimo, senso della misura».(g.p.)
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