Usura, arrestata due mesi dopo il marito

2 Luglio 2019

La donna continuava a gestire gli affari di famiglia riscuotendo ingenti somme di denaro frutto di prestiti a strozzo

AVEZZANO. Continuava a riscuotere interessi usurari ai commercianti nonostante il marito fosse stato arrestato due mesi fa. La donna è finita, però, nella rete della Guardia di Finanza di Avezzano. L’arresto in flagranza di reato per usura è stato eseguito dai finanzieri della Compagnia di Avezzano, coordinati dal comandante Luigi Falce, a soli due mesi dal precedente, avvenuto il 29 aprile scorso. Pamela De Silvio, di Avezzano, è stata arrestata dieci giorni fa, ma la notizia non era stata fatta trapelare. L’arresto è stato convalidato e alla donna, difesa dall’avvocato Pasquale Milo, sono stati concessi i domiciliari nella sua abitazione di Isernia. Le indagini di polizia giudiziaria condotte dalle Fiamme gialle, coordinate dal procuratore della Repubblica di Avezzano Andrea Padalino, svolte anche attraverso servizi di pedinamento e appostamento, hanno consentito di ricostruire la reale portata del fenomeno dei prestiti a strozzo ad Avezzano, già in parte emerso a seguito del precedente arresto, quello del marito della donna, Cristian Di Silvio, 37 anni di Avezzano. La moglie aveva proseguito l’attività di riscossione dei crediti vantati nei confronti di alcuni commercianti della zona, costretti alla restituzione delle somme ricevute in prestito, lievitate a causa di interessi esorbitanti.
L’arresto della presunta usuraia si inserisce in una più ampia e capillare attività d’indagine che potrebbe portare a scoperchiare un calderone che contiene altri casi e soprattutto altri responsabili dei reati accertati. Secondo le Fiamme gialle, attraverso l’usura, si riescono a ottenere ingenti guadagni sfruttando lo stato di bisogno di persone in grave difficoltà. Un giro di usura che coinvolgerebbe numerosi commercianti di Avezzano. Gli interessi chiesti sono prima vicini a quelli delle banche, poi, con il passare del tempo, la situazione cambia e le richieste economiche diventano sempre più alte, in modo tale che la vittima dell’usura non riesce più a liberarsi dalla morsa degli strozzini. Gli interessi sarebbero arrivati, sempre secondo quanto emerso dalle indagini della Finanza, a tassi del 200 per cento. Il marito della donna finita in manette era stato bloccato dalla Guardia di finanza e arrestato mentre aggrediva il titolare di una concessionaria avezzanese per farsi consegnare il denaro avuto con un prestito a tassi altissimi. Di Silvio, di origine rom, era stato incastrato dopo lunghe indagini. L’imprenditore minacciato avrebbe versato ingenti somme di denaro, a titolo di interessi, i cui importi superavano abbondantemente il prestito originariamente ricevuto. L’attività illegale, in atto da tempo, avrebbe finito per provocare anche il collasso finanziario della concessionaria. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA