Utili sugli impianti eolici I sindaci danno battaglia

2 Febbraio 2019

PESCINA. A differenza di Cerchio, che ha risolto il contenzioso con la Plt-Energia sulle royalty attraverso un accordo transattivo, che gli consente di incassare 550.000 euro, Collarmele e Pescina...

PESCINA. A differenza di Cerchio, che ha risolto il contenzioso con la Plt-Energia sulle royalty attraverso un accordo transattivo, che gli consente di incassare 550.000 euro, Collarmele e Pescina finora sono rimasti al palo.
La holding di Cesena, nel dicembre 2017, acquisendo la Windsol e la Wind-Pescina ha comunicato ai sindaci che, a partire dal 2018, le convenzioni stipulate nel 2008 tra i Comuni e le società che gestivano gli impianti, non erano più valide.
L’accordo però prevedeva la scadenza nel 2037. Con l’eliminazione delle royalty, i Comuni non avrebbero più percepito la percentuale sugli utili dell’energia prodotta. Cerchio ha risolto la questione a modo suo, Collarmele e Pescina invece hanno sperato in un ripensamento della società. Che purtroppo non c’è stato.
Ma fortunatamente per loro, con la Finanziaria approvata a dicembre, è passato un emendamento con cui veniva riconosciuto ai Comuni il diritto, per tutto il 2018, a percepire la somma pattuita.
Collarmele e Pescina hanno tirato un sospiro di sollievo perché grazie a questo emendamento finalmente potranno avere i soldi.
Ma dal 2019 in poi, cosa succederà? La holding, forte di una sentenza a suo favore del Tar delle Puglie, non sembra intenzionata a fare marcia indietro. I Comuni, e non solo quelli marsicani, però, sono intenzionati a far valere i loro diritti. E, sostenuti dall’Anci, nella cui sede, a Roma, giovedì si sono incontrati, intendono promuovere una serie di iniziative per indurre la società a rivedere le proprie posizioni.
«La decisione, presa unilateralmente dalla Plt-Energia di rimettere in discussione le convenzioni», afferma il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, presente all’incontro, «non possiamo assolutamente accettarla. Se ci muoveremo però in ordine sparso, non caveremo un ragno dal buco. Se invece saremo compatti, potremo spuntarla. Su questa linea ci siamo trovati tutti d’accordo. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro con la società. Se si mostrerà disponibile a trovare una soluzione che non penalizzi i Comuni, bene. In caso contrario, investiremo del problema il ministro dello Sviluppo economico e dell’Ambiente».
Un eventuale braccio di ferro tra Comuni e società che gestiscono gli impianti potrebbe segnare una battuta d’arresto per le fonti rinnovabili, che negli ultimi anni sono state in forte crescita.
«Una società», rivela il sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, «si è mostrata interessata a realizzare sul nostro territorio un altro impianto eolico. Ma vogliamo essere certi che le royalty ci vengano riconosciute. Diversamente, anziché accontentarci delle briciole che pensano di offrirci, preferiamo tenerci la montagna libera, senza impianti».
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