Va a fuoco il tetto, panico nel residence

Pescasseroli, l’incendio durante i lavori di riparazione. In salvo le 15 persone all’interno della struttura
AVEZZANO. Ci sono voluti 10 anni per avere ragione della burocrazia e poter realizzare un unico centro commerciale e non più quattro strutture come la società si era accinta a fare dopo lo stop imposto dalla Regione. Un megastore che darà lavoro a più di cento persone.
Protagonista di questa odissea è la Cosmo spa, una multinazionale con sede a Teramo. Il sogno della società è quello di inaugurare la struttura per Natale. E dato il ritmo impresso ai lavori, questo sogno potrebbe realizzarlo. Nel nuovo ipermercato verrebbe trasferito il Globo, un negozio di calzature, di abbigliamento e di articoli sportivi, di proprietà della stessa Cosmo. Esso però occuperebbe circa la metà della superficie. La parte restante verrà messa a disposizione di 4/5 partner commerciali, la cui individuazione è in corso. La somma stanziata dalla società per la realizzazione del centro commerciale si aggira sui 30 milioni di euro. La vicenda di questo megastore che sorgerà in via Roma è emblematica delle enormi difficoltà che spesso gli imprenditori incontrano nell’avvio di un’attività. A raccontarla è l’ingegnere Domenico Ruscitti, progettista e direttore dei lavori. Inizialmente la struttura sarebbe dovuta sorgere su un’area di 19mila metri quadrati. Nel 2011 la Cosmo ottiene tutte le autorizzazioni, tranne quella della Regione. Una legge del 2010, infatti, vietava la realizzazione di nuovi centri commerciali, per non danneggiare i piccoli negozi. La Cosmo presenta allora ricorso al Tar, sostenendo di avere iniziato l’attività, con l’acquisto dell’area e di una trentina di licenze commerciali, prima dell’entrata in vigore della legge. L’ostacolo alla fine viene superato presentando un nuovo progetto, che prevede non più una sola struttura, ma ben quattro da 3.000 metri quadrati ciascuna. Ciò comporta anche la riduzione dell’area edificabile da 19 a 14mila metri quadrati. Il nuovo progetto nel 2016 ha l’approvazione del consiglio comunale. La Cosmo si impegna anche a realizzare a proprie spese tutte le infrastrutture: strade, rete idrica e fognaria, parcheggi e anche una rotatoria. Che cederà poi al Comune. A gennaio 2017 la sentenza del Tar che dà ragione alla Cosmo. Che avrebbe potuto così costruire su un’area di 19mila metri quadrati e chiedere i danni alla Regione. Ma avrebbe dovuto rifare tutto daccapo e perdere altro tempo. Così ha preferito lasciare inalterata la superficie edificabile, limitandosi solo a proporre una variante che prevedesse la costruzione di una sola struttura. Variante che ha avuto l’approvazione del consiglio comunale. (n.m.)

