Vaccini in otto farmacie della provincia dell’Aquila

Ieri il via nelle prime strutture. Poche rispetto alle adesioni nel resto d’Abruzzo La presidente dell’Ordine, Pellacchi: troppe regole e rischi, ma stiamo contribuendo
L’AQUILA . Sono appena otto le farmacie in provincia dell’Aquila dove da ieri vengono somministrati i vaccini anti-Covid. In tutto l’Abruzzo hanno aderito all’iniziativa, per il momento, 138 strutture: oltre alle otto aquilane, 54 in provincia di Chieti, 32 in quella Pescara e 44 nel Teramano. Molte altre, però, hanno dato la loro disponibilità e a breve saranno autorizzate dalla Regione. Fino a qualche giorno fa, l’Abruzzo aveva fatto gestire i sieri solo alle Asl, nei vari centri vaccinali aperti sui territori. Come altre regioni, da lunedì è scattata la possibilità di vaccinarsi anche in farmacia, seguendo però un iter diverso. Per prenotarsi, infatti, bisogna rivolgersi direttamente ai farmacisti e, solo a somministrazioni avvenute, i dati dei vaccinati saranno inseriti nella piattaforma delle Poste. Nella provincia dell’Aquila, per ora, è possibile vaccinarsi nella farmacie Afm a Coppito (da ieri), Blancodini di Barisciano (da ieri), Domeneghetti di Bugnara (da oggi), Mogliani di Barete (da domani), Salviano di Avezzano (da venerdì), Domina di Carsoli (da sabato), Del Parco di Pescasseroli (da lunedì 12 luglio) e Dei Marsi di Avezzano (da lunedì 12 luglio). «La scelta di aderire è personale», ha chiarito la presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia dell’Aquila, Angela Pellacchi, «bisogna dire che non c’è uno scudo penale serio per ciò che riguarda la nostra professione. E poi ci sono regole stringenti e spazi adeguati necessari che non tutti hanno. Ovviamente è giusto rispettare le regole igieniche e quelle della sicurezza, ma se stiamo in una situazione di emergenza e bisogna velocizzare al massimo non si possono avere tutte queste limitazioni. Per ovviare a questa incongruenza, come Ordine abbiamo fatto in modo che circa 50 farmacisti volontari, dopo aver frequentato un corso dell’Istituto superiore di sanità, e la prova pratica in collaborazione con l’Ordine degli infermieri dell’Aquila, possano andare a prestare la loro opera negli hub vaccinali sul territorio. Dove servono sono già andati, contribuendo attivamente alla campagna vaccinale». Ciascuna farmacia, per poter effettuare i vaccini, dopo aver formato il personale, deve aver creato all’interno della propria attività tre zone: area accettazione, area somministrazione e area monitoraggio. Spazi che non tutte le strutture del territorio hanno. Per la prima settimana, ogni farmacia avrà a disposizione 28 dosi, che saliranno a 34 nella seconda e a 40 nella terza, per poi essere distribuite in base all’effettiva necessità di ciascuna struttura in base alle prenotazioni realmente ricevute.
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