Variante Sud, il percorso è cambiato di nuovo
Si torna all’ipotesi di farla passare vicino a Onna anche se al di là dell’Aterno Animata discussione nella commissione comunale. I rischi in caso di esondazione
L’AQUILA. “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico”, direbbe Pascoli, per quanto riguarda il tracciato del Lotto C della variante Sud. E la notizia, che i comitati avevano già “fiutato” da qualche giorno, manda su tutte le furie i residenti di Onna e San Gregorio. Della vicenda si è occupata ieri la commissione Ambiente e territorio, presieduta dal consigliere Enrico Perilli, che nel corso della seduta è stato protagonista di un vivace scambio di battute col sindaco Massimo Cialente. Alla seduta aperta, oltre a Cialente e all’assessore Pietro Di Stefano, hanno partecipato anche i rappresentanti dei comitati, che non hanno gradito un documento firmato dai sindaci dell’Aquila, Barisciano (Francesco Di Paolo), Fossa (Fabrizio Boccabella) e Poggio Picenze (Antonello Gialloreto). I quattro primi cittadini, dopo aver ringraziato il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, si dicono «coscienti dell’importanza della realizzazione della variante, finalizzata a rendere più veloce e sicuro il collegamento tra il capoluogo e la città di Pescara, e comunque con la zona costiera». A far storcere il naso ai residenti delle due frazioni è il passaggio saliente del documento: «Esaminati i percorsi che nel corso degli anni sono stati proposti, si ritiene che quello che possa rispondere meglio alle esigenze sopra riportate è quello indicato con la didascalia 9B della cartografia. Si vuole tuttavia segnalare di voler valutare la possibilità che il tracciato prescelto possa ricongiungersi alla Statale 17 nel punto M della rappresentazione grafica». In pratica, si torna alla seconda soluzione, quella che prevede la realizzazione dell’opera a ridosso di Onna, se pur oltre il fiume, con la previsione di una rotatoria a Bazzano, al termine della Statale 17 ter, e di un viadotto che si ricongiunge alla Statale 17 bis all’altezza della biforcazione per Barisciano-San Demetrio. Il punto M, invece, significa che in realtà il viadotto, dell’altezza di circa sei metri, si concluderebbe circa 400 metri oltre la biforcazione, in direzione San Demetrio, una zona piena di case realizzate anche con la famosa delibera 58. Un’ipotesi, questa, come ricorda Perilli, già bocciata dal consiglio comunale, al pari di quelle che l’hanno preceduta o seguita. Anche i comitati hanno rimarcato questo passaggio. «Ipotesi», sottolinea Sara Cecala, presidente del consiglio territoriale di Paganica «esaminate in passato e aspramente criticate, contestate e respinte in tutte le sedi preposte, poiché invasive per le rispettive comunità e a forte impatto sull’Aterno», in una zona soggetta a esondazioni. Molto critico Perilli: «Il sindaco ha parlato della necessità di realizzare infrastrutture importanti. È giusto farle, ma calandole sui bisogni reali del territorio».

