Vecchia gestione dell’aeroporto Il contenzioso va in Cassazione

La controversia tra l’ex Aeroclub e il Comune proprietario dello scalo di Preturo risale al 2006 L’ente, forte di due sentenze favorevoli, reclama il pagamento di 3 milioni per l’occupazione dell’area
L’AQUILA. È finito davanti alla Corte di Cassazione un contenzioso che risale al 2006 tra il Comune dell’Aquila e l’Aeroclub (associazione che oggi non esiste più) che aveva gestito per anni l’aeroporto di Preturo. In sostanza il Comune reclama ancora il pagamento di un'ingiunzione fiscale di oltre 2 milioni di euro – ma che con le rivalutazioni di legge arriva a 3 milioni – per l’occupazione di suolo pubblico. La vicenda, semplificando al massimo, è la seguente: nel 2006 era scaduta la convenzione tra il Comune (proprietario dell’area aeroportuale) e l’Aeroclub (che intanto era stato anche commissariato) che gestiva lo scalo. Si tentò un accordo per il rinnovo della convenzione ma l’intesa non fu trovata. A quel punto il Comune decise che l’Aeroclub avrebbe dovuto pagare, per continuare ad operare, la tassa di occupazione di suolo pubblico. L’Aeroclub si rifiutò di pagare una somma ritenuta “spropositata” e si è arrivati così alle carte bollate. Sia il Tribunale in primo grado che la Corte di appello hanno dato ragione al Comune. L’Aeroclub – o chi in qualche modo lo rappresenta ancora – ha presentato ricorso in Cassazione e due giorni fa con una delibera, la giunta ha autorizzato l’avvocatura a resistere in giudizio. «Con ricorso rivolto alla Corte di Cassazione», si legge nell’atto comunale, «l’Aeroclub ha impugnato la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila con la quale è stata confermata l’ingiunzione fiscale del 24 dicembre 2014 per 2.190.802 euro emanata per il recupero dei canoni di occupazione dovuti dall’Aeroclub per il possesso, ben oltre il termine di durata della concessione comunale, dell’aeroporto in località di Preturo. Tenuto conto anche dell’ingentissimo importo del debito dell’associazione, appare indispensabile resistere alla domanda anche dinanzi alla Suprema corte; a tale fine è necessaria la costituzione in giudizio». Cosa avvenuta con la delibera di qualche giorno fa. I fatti risalgono al 2006. Il Tar rigettò il ricorso dell’Aeroclub che si era opposto alla decisione del Comune di rientrare in possesso del terreno su cui, negli anni Sessanta del secolo scorso, è nato l’aeroporto. I giudici amministrativi quindi riconobbero «il pieno diritto dell'Ente pubblico a rientrare in possesso del suo bene», ma l’Aeroclub continuò a rifiutarsi di adempiere alla sentenza. A quel punto fu avviato l'iter giuridico per riavere lo scalo, iter concluso nel dicembre 2009. Fu allora che il Comune chiese all’Aeroclub di versare i canoni dovuti per il periodo di occupazione ritenuta abusiva. Ora l’ultima parola spetta alla Cassazione. Va infine chiarito che l’attuale gestione dell’aeroporto non ha nulla a che fare con il contenzioso in atto.
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