Vedeva film porno sul pc, genitori prosciolti

25 Settembre 2020

SULMONA. L’accusa nei confronti del padre era pesante: aver insegnato al figlio minorenne come fare a vedere film porno dal computer di casa. Alla madre, invece, la Procura contestava la mancata...

SULMONA. L’accusa nei confronti del padre era pesante: aver insegnato al figlio minorenne come fare a vedere film porno dal computer di casa. Alla madre, invece, la Procura contestava la mancata sorveglianza, di aver perso cioè il controllo della situazione e di non essersi accorta di quanto accadeva in casa in sua assenza. Ieri la coppia sulmonese, da tempo separata, è comparsa davanti al giudice per le udienze preliminari, Giuseppe Ferruccio il quale li ha prosciolti dalle accuse. Quello di ieri è il terzo atto di una vicenda delicata che vede coinvolti i componenti della famiglia, i due genitori e il figlio che all’epoca dei fatti aveva solo nove anni. Due procedimenti, il primo per abusi sessuali e l’altro per maltrattamenti con l’aggravante dell’uso dell’arma, sono stati archiviati dal gip di Sulmona, Marco Billi. L’unico indagato, per entrambi i reati, era il padre che è stato prosciolto in tutte e due i casi. Lo stesso gip, nel leggere le carte della vicenda, in particolare quella riguardante la visione di materiale pornografico sul computer, aveva deciso di rinviare quella parte del fascicolo al pm affinché indagasse più a fondo su quei fatti. Nel corso delle verifiche portate avanti dalla polizia, sarebbero stati trovati foto e filmati, che ritraevano minorenni senza veli, sul computer di casa. Computer che, secondo gli investigatori, era nella disponibilità sia dei genitori che del minore. Dopo i vari accertamenti anche la madre era stata ritenuta responsabile per mancato controllo, proprio lei che aveva fatto partire l’inchiesta per abusi e maltrattamenti nei confronti del figlio da parte dell’ex convivente. Accuse che però ieri il giudice ha ritenuto non fondate. Per la donna, difesa dall’avvocato Maria Grazia Lepore, è caduta l’imputazione della negligenza, perché è stato accertato che la sorveglianza sul minore non è mai mancata. Per l’uomo, assistito dai legali Alessandro Margiotta e Catia Puglielli, decisiva è stata la perizia venuta fuori nell’altro procedimento che ha fatto emergere l’inattendibilità delle dichiarazioni del bambino. Non luogo a procedere per entrambi. (c.l.)
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