Veleni Pd, Di Masci sotto attacco
Cinque dissidenti difendono Piacente: «Prendiamo le distanze»
SULMONA. «Non rispondo alle provocazioni. Vado avanti per la mia strada che è quella del Partito democratico». Dopo il duro attacco sferrato nei suoi confronti dai consiglieri comunali, dall’ex sindaco Di Masci, e dal segretario uscente del circolo sulmonese del Pd, Sergio Dante, il responsabile provinciale dei Democrat e neo commissario della sezione del capoluogo peligno, Francesco Piacente, resta in silenzio. Non parla della sua vicenda giudiziaria relativa allo stadio di Capistrello che lo vede sotto processo con altri ex amministratori del centro della Valle Roveto per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e falso ideologico e non parla delle decisioni da adottare nei confronti del Pd in qualità di commissario. Al suo posto parlano i cinque dissidenti del circolo saliti sull’Aventino perché contrari alla decisione di sostenere l’amministrazione guidata dal sindaco Annamaria Casini, dopo averla votata all’unanimità con gli altri 23 componenti del direttivo. «Prendiamo le distanze sugli argomenti fuorvianti trattati, sui toni e sugli attacchi ingiustificati nei confronti degli organi superiori. La nostra presa di posizione, con le dimissioni, è un atto politico», evidenziano Teodoro Marini, Carlo Piccone, Antonella Fiordi, Pamela Della Sabina ed Eva D’Alberto, «nell’assemblea del venerdì, precedente l’ingresso in giunta dei consiglieri Pd, si parlò di giunta di salute pubblica aperta a tutte le forze del consiglio comunale e che non vedesse la sola presenza del Pd tra le allora diverse componenti politiche della minoranza, con un cronoprogramma stabilito e pubblico e con assessori super partes di carattere tecnico e non riconducibili a forze politiche», chiariscono, osservando che la conferenza nella sede del circolo, «poteva essere un momento utile per aggiornare i cittadini sui mirabolanti risultati ottenuti dalla loro entrata in maggioranza. Invece hanno preferito gettare fango». (c.l.)
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