Verdeaqua, rivisto il bando per la gestione

Dopo la gara andata deserta, sì alla modifica dei criteri per affidare l’impianto sportivo con piscina
L’AQUILA. La prima gara per la gestione dell’impianto sportivo “Verdeaqua” (chiuso dal 2018) era andata deserta. Ora il Comune ci riprova modificando il piano industriale per rendere l’appalto più “appetibile”.
Il primo tentativo andò a vuoto per una serie di motivi fra cui la previsione di una gestione ventennale a un canone annuo di 18mila euro, l’esecuzione a carico del privato di quasi 600mila euro di lavori per il ripristino della struttura, l’estinzione della quota residuale del mutuo contratto dal precedente gestore, la riassunzione di tutti i lavoratori. Con una determina di fine anno è stata affidata a una società privata la revisione del piano industriale allo scopo di mettere nero su bianco condizioni che in previsione di una nuova gara risultino meno onerose per chi volesse partecipare. Nella determina si legge: «Il Comune dell’Aquila è proprietario del complesso sportivo Santa Barbara (più noto come Verdeaqua ndr) destinato allo svolgimento di attività sportive ricreative e agonistiche per tutte le discipline compatibili con la struttura, attualmente inutilizzata a seguito dell’incidente (ci fu una dispersione di cloro ndr) verificatosi il 10 ottobre 2018 nei locali della piscina.
La giunta con deliberazione del marzo 2019 fornì al settore opere pubbliche e sport indirizzi in merito alla procedura per l’affidamento del servizio di gestione, manutenzione e riqualificazione del complesso sportivo Santa Barbara con contestuale mandato di predisporre gli atti e i provvedimenti necessari per l’affidamento mediante concessione pluriennale del servizio». Furono poi approvati il progetto di fattibilità (24 aprile 2019) e quello definitivo (7 ottobre 2019) dei «lavori di adeguamento e messa a norma degli impianti meccanici, elettrici speciali del complesso sportivo per un importo di 598.439 euro».
A seguire ci fu il via libera della giunta (11 dicembre 2019) al capitolato di gestione con piano economico e finanziario e schema di contratto trasmesso al consiglio comunale che lo approvò il 12 febbraio 2020. Il piano economico fu predisposto sulla base del piano industriale elaborato da una società privata. Il 29 giugno 2020 fu pubblicato il bando a procedura aperta «per l’affidamento in concessione del servizio di gestione» con oneri di riqualificazione (i quasi 600mila euro) a carico del concessionario.
«Considerato», si legge nella determina del 31 dicembre 2020, «che la predetta procedura di gara è andata deserta l’amministrazione comunale ha valutato l’opportunità di procedere alla revisione dell’analisi effettuata in precedenza per la valorizzazione dei flussi finanziari e dell’ammontare dei ricavi e costi, al fine di indire una nuova procedura di gara».
La revisione viene affidata alla stessa società che aveva messo a punto il precedente piano industriale. In pratica si riparte da capo. (g.p.)

