Vertenza call center, ipotesi di una riduzione di lavoro

13 Febbraio 2020

Nell’assemblea della Customer 2 Care è uscita la proposta di una ricollocazione con la Contact Center Nord e una diminuzione dell’orario da 8 a 6 ore

L’AQUILA. Affollata assemblea dei 160 operatori del call center Customer 2 Care, che da ieri sono in ferie forzate dopo che la società campana Contact Center Sud ha revocato il subappalto della commessa WindTre al sito aquilano, annunciando che gli attuali volumi di traffico forniti dall’azienda non consentono il mantenimento dei livelli occupazionali. In vista c’è una proposta di ricollocazione, da parte della società Contact Center Nord, che fa parte dello stesso gruppo.
Ma si prospetta una riduzione dell’orario lavorativo, da 8 a 6 ore giornaliere, con evidenti ripercussioni sulle retribuzioni. Cgil, Cisl e Uil attendono però che la proposta venga messa nero su bianco e chiedono un tavolo urgente a Roma, per contrattare un accordo. Tra gli operatori aquilani, che ieri pomeriggio hanno partecipato in massa all’assemblea convocata nella sede della Cgil, dopo aver scioperato lunedì, c’è preoccupazione: il call center C2C, in via dell’Arcivescovado, è chiuso e sono scattate le ferie forzate. Una situazione inaccettabile, dopo che nel 2016 la WindTre aveva garantito mantenimento dei livelli occupazionali e contrattuali. «Quella che si prospetta», spiega il segretario Slc-Cgil Marilena Scimia, «è una ricollocazione dei lavoratori da parte di Contact Center Nord, ma con una riduzione dell’orario lavorativo, che passerebbe da 8 a 6 ore. Attualmente ci sono alcuni operatori con contratti da 6 ore e altri da 4, ma la maggior parte del personale lavora 8 ore e quindi verrebbe penalizzata. Attendiamo la convocazione a Roma, per vedere se la proposta arrivata verrà messa nero su bianco, in modo da iniziare una trattativa e capire se ci sono i margini per firmare un accordo». La società committente WindTre, ha fatto sapere di essere disposta ad aumentare leggermente i volumi di traffico, per garantire la ricollocazione dei lavoratori.
Il call center Customer 2 Care ha riassorbito nel 2016 il personale di Globe Network, aprendo il sito nel centro storico, a pochi passi da piazza Duomo. Dopo l’annuncio della revoca del subappalto, lo scorso 23 gennaio, i sindacati locali hanno puntato il dito sull’operatore telefonico, «che nel 2016 si era impegnato a garantire i livelli occupazionali e contrattuali nella sede dell’Aquila, oggi, invece, volta le spalle alla città e ai 160 lavoratori», chiedendo l’intervento delle istituzioni: per tutelare l’occupazione, il sindaco Pierluigi Biondi ha scritto al ministero dello Sviluppo economico e del Lavoro, la deputata Stefania Pezzopane ha presentato un’interrogazione parlamentare. Nel frattempo, martedì la revoca è diventata effettiva e il sito è stato chiuso. «Come al solito a rimetterci sono i lavoratori», concludono i sindacati.
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