Vertenza call center La protesta arriva anche alla Comdata

20 Febbraio 2020

L’AQUILA. Si allarga la vertenza dei call center cittadini. Dopo Customer 2 Care e Olisistem, si mobilitano anche i 500 operatori transitati a dicembre da Lavorabile a Comdata, impiegati nella...

L’AQUILA. Si allarga la vertenza dei call center cittadini. Dopo Customer 2 Care e Olisistem, si mobilitano anche i 500 operatori transitati a dicembre da Lavorabile a Comdata, impiegati nella commessa nazionale dell’Inps.
I lavoratori aquilani hanno aderito allo sciopero generale di tutto il personale, un’ora per ciascun addetto, a seconda del turno, dalle ore 10.30 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 16.30. Lo stato di agitazione è stato proclamato dalle Rsa di Cgil, Uil e Cisal – la Cisl non ha partecipato – dopo che l’assemblea ha constatato la chiusura del nuovo gestore rispetto a una serie di problematiche. Intanto, sulla vicenda, che coinvolge 2.800 persone in tutta Italia, ha presentato un’interrogazione parlamentare la deputata Stefania Pezzopane, che ha chiesto all’Inps di “richiamare” il gestore della commessa: «Ringrazio il ministro Francesco Boccia», ha spiegato Pezzopane, «per aver colto l’importanza della situazione ed essersi attivato immediatamente. Ci troviamo di fronte a fatti contraddittori, preoccupano decisioni arbitrarie, unilaterali e discrezionali, che rischiano di produrre numerosi licenziamenti, soprattutto tra le categorie di lavoratori più fragili, come quelli in malattia o le lavoratrici in maternità, nei diversi siti dove opera il nuovo gestore in Abruzzo, Puglia e Lazio».
Sotto accusa, secondo i sindacati, «il calo di incerta origine del volume di attività e delle chiamate, le modalità di gestione dei Rol, l’omissione di specifica sulla obbligatorietà degli stessi in quanto facenti parte del 30% previsto dal contratto nazionale».
Inoltre, a Comdata sono stati chiesti «chiarimenti sulla fruizione forzata delle ferie in caso di cali dei flussi delle chiamate, il rispetto dell’accordo del 5 novembre 2019 sul monte ore complessivo degli ex Nethex (420 ore in meno rispetto agli ultimi anni) e sugli scompensi economici dei nuovi contratti degli ex Coop».
Infine, è stato sollecitato «il mantenimento dell’attuale occupazione dei lavoratori in somministrazione, con l’applicazione della clausola sociale».(r.s.)
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