Vertenza Hi-Tech, sollecitato un incontro

Biondi rilancia l’appello dei sindacati. E la Fiom critica l’operato delle istituzioni sulla Space Economy
L’AQUILA. Attivare un tavolo istituzionale sulla vertenza della Hi-Tech Elettronica. La richiesta, rivolta alla Regione Abruzzo, porta la firma del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha raccolto l’appello arrivato dai sindacati. L’azienda aquilana è la prima della provincia ad aver avviato un processo di riduzione del personale, dopo lo sblocco dei licenziamenti, annunciando 10 esuberi tra i 42 lavoratori. Il sindaco ha sollecitato agli assessori regionali Daniele D’Amario e Pietro Quaresimale la creazione urgente di un tavolo con tutti gli interlocutori del settore Space Economy che operano sul territorio aquilano, «tenuto conto che la Regione Abruzzo ha già finanziato significative azioni progettuali legate all’attività di ricerca e di sviluppo, al fine anche di garantire il livello occupazionale e il potenziale sviluppo della filiera».
Intanto, partendo dalla vertenza della Hi-Tech Elettronica e facendo riferimento anche alla vicenda degli ex ricercatori della Intecs, la Fiom-Cgil critica l’operato delle istituzioni nell’ambito della Space Economy: «La Hi-Tech Elettronica, che sviluppa prototipi pre-serie e produce materiale elettronico soprattutto per il settore spaziale», dice la segretaria provinciale della Fiom Elvira Simona De Sanctis, «ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 10 persone, che corrispondono al 25% della forza lavoro. Nell’ambito degli incontri su tale procedura avvenuti nella sede della Regione Abruzzo, come Fiom abbiamo ancora una volta espresso disappunto per le criticità di una vertenza che, come quella Intecs, avrebbe potuto trovare soluzione all’interno della Space Economy, se solo ci fosse stata la volontà e capacità politica e istituzionale di vincolare il finanziamento messo in campo dalla Regione al consolidamento sul territorio delle competenze nel settore dell’aerospazio e allo sviluppo di occupazione di qualità. Una tale lungimiranza avrebbe consentito di gestire la vertenza simbolo collegata alla Space Economy, ossia quella Intecs, e oggi anche quella di Hi-Tech Elettronica. Purtroppo, invece», conclude De Sanctis, «vuoi per superficialità, vuoi per disattenzione, si direbbe che sia mancata la capacità di cogliere l’opportunità e le potenzialità rappresentate dal finanziamento regionale che ha prodotto un investimento complessivo di 50 milioni di euro in un territorio che esprime altissime competenze nel settore dello spazio, grazie alla presenza contemporanea nella nostra sola provincia di Thales Alenia Space, Telespazio e Leonardo».
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