Vertenza infermieri, Asl condannata

4 Febbraio 2021

Risarcimento di 15mila euro per tre lavoratori demansionati

L’AQUILA. La Corte d’Appello dell’Aquila ha condannato l’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila per aver demansionato tre infermieri dell’ospedale San Salvatore, ai quali spetterà dunque un risarcimento di circa 15mila euro ciascuno. I 3 lavoratori sono stati sostenuti nella loro battaglia legale dalla Fials e dall’avvocato Deborah Di Pasquale.
Analoga iniziativa potrebbe essere intrapresa a questo punto anche da altri infermieri, in servizio in tutta l’azienda sanitaria aquilana, «che hanno visto lesa la loro dignità professionale». Secondo il segretario provinciale della Fials Simone Tempesta, «l’Asl ha violato l’obbligo del datore di lavoro di adibire il lavoratore alle mansioni per le quali è stato assunto o a mansioni equivalenti nell’ambito della classificazione professionale prevista dal contratto collettivo di riferimento. In pratica, ha fatto svolgere agli infermieri anche mansioni lavorative inferiori in modo sistematico, quasi ordinario e normale, adibendoli ad attività prettamente alberghiere e manuali alla presenza di tutti i pazienti, che li hanno visti svolgere anche compiti propri di lavoratori inquadrati in categoria inferiore, ledendone la dignità e mortificandone l’immagine lavorativa e l’identità professionale». Con la sentenza di condanna la Fials si dichiara «orgogliosa di aver sostenuto i temerari lavoratori che hanno avuto il coraggio di dire basta a sistematiche mortificazioni, e di essere riuscita a far riconoscere loro il diritto ad “essere infermieri” e un risarcimento per il danno». Il sindacato è pronto ad altre battaglie e diffida l’Asl a «porre termine a tali comportamenti vessatori, incrementando la dotazione organica delle figure mancanti, anche in considerazione del fatto«, sottolinea Tempesta, «che gli organici di personale infermieristico in molti casi sono quelli strettamente necessari a garantire le urgenze, come si può desumere dal numero di unità lavorative precettato in caso di sciopero». Inoltre la Fials intende «fare chiarezza con la dirigenza Asl sugli innumerevoli spostamenti di personale, motivati con la fase di emergenza, ma che non paiono fondati su criteri evidenti».
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