Vescovi a difesa dei 4 tribunali: «Sì alla giustizia vicina al popolo»

20 Luglio 2021

Santoro, Fusco, Forte e Cipollone chiedono di salvare gli uffici di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto «Si cerchino soluzioni adeguate ai problemi riscontrati, ascoltando le urgenze della nostra gente» 

AVEZZANO. I vescovi abruzzesi dicono “no” alla chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto rilanciando la battaglia per la difesa della giustizia di prossimità intrapresa dagli amministratori e dagli avvocati dei territori. Gli arcivescovi Bruno Forte (Chieti-Vasto) ed Emidio Cipollone (Lanciano-Ortona) e i vescovi Pietro Santoro (Avezzano) e Michele Fusco (Sulmona-Valva) hanno deciso di scendere in campo per scongiurare la soppressione dei quattro presìdi abruzzesi esternano, una nota congiunta, il loro pieno sostegno alla causa.
Intanto, domani alle 19 è in agenda un nuovo summit tra amministratori e avvocati in cui sono invitati a partecipare anche i senatori promotori dell’emendamento per la proroga di altri due anni, fino al 2024.
«Come pastori del popolo affidato alla nostra cura pastorale nei territori delle diocesi di Avezzano, Sulmona-Valva, Chieti-Vasto e Lanciano-Ortona», hanno messo nero su bianco Forte, Cipollone, Santoro e Fusco, «esprimiamo la nostra solidarietà con i tanti che si oppongono alla chiusura dei cosiddetti tribunali minori. A pagare le conseguenze di tale chiusura sarebbero i più deboli, le tante persone che hanno bisogno di ricorrere alla giustizia e che hanno ben pochi mezzi per farlo. Allontanare la prossimità del luogo di giudizio significherà per tanti rinunciare al ricorso ai tribunali, inducendo la sfiducia nelle istituzioni e nell’attenzione che lo Stato dovrebbe avere soprattutto nei confronti di quanti hanno minori mezzi e possibilità. Ci appelliamo alle autorità preposte», sottolineano i vescovi, «perché si soprassieda alla paventata chiusura e si cerchino soluzioni adeguate ai problemi riscontrati, ascoltando le urgenze della nostra gente, rappresentate anche da voci competenti del mondo della giustizia e dagli amministratori locali».
Il sostegno dei vescovi abruzzesi, che segue la dichiarazione di ammissibilità dell’emendamento pro-proroga dei senatori, spinge il Comune di Avezzano a promuovere un nuovo incontro a distanza per decidere le prossime mosse e spingere l’emendamento pro proroga oltre la scadenza. Senza un nuovo provvedimento, i tribunali rischiano di chiudere i battenti a settembre 2022. L’Abruzzo si è detto pronto pure a tornare a Roma per sostenere l’emendamento in cui si chiede di far slittare la chiusura a settembre 2024 (di due anni), garantendo personale e risorse. È ciò che hanno chiesto ufficialmente e in forma congiunta i senatori di tutti i partiti politici, da Gianluca Castaldi a Gabriella Di Girolamo, fino a Luciano D’Alfonso, Nazario Pagano e Gaetano Quagliariello con l’emendamento che ha superato il primo scoglio dalla prima e seconda commissione. Una partita decisiva, quella di una ulteriore proroga per i presìdi di giustizia, nell’attesa di una nuova riforma della geografia giudiziaria.
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