Vetrata spaccata per rubare la cassa del bar

Danni più ingenti del bottino (200 euro). I negozianti di corso della Libertà: ricorso alla vigilanza privata
AVEZZANO. Lo scorso fine settimana avevano tentato di sfondare la porta del locale, ma alla fine avevano desistito, forse disturbati da qualcosa o da qualcuno. La notte tra sabato e domenica scorsi, i ladri sono tornati sempre nella stessa attività commerciale riuscendo questa volta nel loro intento. Vittima dell’ennesima spaccata è il bar Caffè del corso lungo corso della Libertà. Dopo aver forzato la porta d’ingresso, i malviventi hanno portato via il registratore di cassa. All’interno, come riferito dagli stessi titolari c’erano oltre 200 euro di fondo cassa. Il registratore sarebbe poi stato gettato in un cassonetto non molto distante all’incrocio tra via Trieste e via Monsignor Bagnoli. Domenica mattina, quando il personale si è recato sul posto per aprire i battenti ha notato che la porta d’ingresso era stata forzata e danneggiata. Poi una volta dentro la scoperta: qualcuno aveva portato via il registratore di cassa. Dell’accaduto sono state informate le forze dell’ordine che hanno effettuato un sopralluogo e raccolto la denuncia dei titolari avviando così un’indagine. Gli investigatori stanno visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso i ladri in azione. Pochi giorni fa, spaccate erano state denunciate dai titolari di un centro estetico e di un salone parrucchieri, mentre segnalazioni di furti con spaccata erano arrivate anche da un bar e una braceria tutte tra via Veneto e via Monsignor Valerii. Una persona era stata denunciata. Il Comitato commercianti della zona è tornato alla carica. «Con il comitato di corso della Libertà», afferma Giuliana Di Pasquale, vicepresidente e portavoce, che gestisce una torrefazione, «attraverso esposti, abbiamo sollecitato maggior controlli e dialoghiamo continuamente con l’amministrazione per trovare soluzioni alle criticità del centro città e arginare questi fenomeni di microcriminalità, ma il problema è che queste persone, per lo più sbandati, si sentono garantiti da impunità. Si potrebbe pensare ad un progetto di vigilanza privata integrata con le forze di polizia, ma bisogna valutare i costi».

