Vetrine spente in centro, Dell’Olio: servono idee concrete
AVEZZANO. L’emergenza commercio in città può essere fermata solo attraverso idee concrete.Ne è certo Valerio Dell’Olio, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di...
AVEZZANO. L’emergenza commercio in città può essere fermata solo attraverso idee concrete.
Ne è certo Valerio Dell’Olio, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Avezzano, intervenuto in merito al dibattito sull’emorragia di serrande abbassate in alcune zone di Avezzano.
«La proposta, da me più volta rilanciata, di un tavolo di confronto che metta insieme la parte pubblica e le associazioni di categoria per la riqualificazione del centro cittadino e per il rilancio del commercio di vicinato ha avuto proseliti», ha spiegato Dell’Olio, «senza entrare nel merito di quello che è stato definito “il rimpallo di responsabilità”, di certo a tutti è evidente un fenomeno che non si può più ignorare: il progressivo declino del centro cittadino e le difficoltà delle attività che dello stesso costituiscono parte essenziale. Non credo che il problema si possa limitare, come alcuni affermano, al fatto che il commercio tradizionale è in crisi e che quindi, per un processo ineludibile, nulla si può fare. Troppo comodo. Non mi sembra che nei dibattiti pre-elettorali qualcuno avesse mai affermato questo, tutt’altro, c’erano idee, si prospettavano soluzioni, si offrivano iniziative e tavoli di confronto». Secondo una fotografia scattata dai referenti del Suap del Comune di Avezzano, nel 2020 le nuove attività sono state 60 e 48 le chiusure, nel 2021 invece sono stati 109 gli esercizi commerciali inaugurati e solo 45 le chiusure. I dati quindi non farebbero presagire venti di burrasca sul commercio avezzanese, eppure camminando per le strade della città la sensazione è completamente opposta con le vetrine che si spengono giorno dopo giorno lungo le strade del centro. In molti, per varie cause, stanno lasciando il cuore di Avezzano preferendo altre zone con conseguenze visibili sotto gli occhi di tutti. «Alle attività private va il compito di rinnovarsi e adeguare i servizi alle mutate esigenze e alla nuova realtà», ha concluso il presidente Dell’Olio, «e alla parte pubblica quello di mantenere una città decorosa, funzionale, sicura e attrattiva. Ancora fiduciosi non ci resta che aspettare i contenuti e i risultati di quello che è stato lanciato come il “patto del commercio”. Non si può più scherzare, se chiudono i negozi di vicinato muore tutta la città e Avezzano non merita di morire».

