Vetta del Gran Sasso intitolata a Confalonieri

6 Agosto 2019

Consensi per la cerimonia a 2.400 metri di altitudine in memoria dello scomparso cardinale

L’AQUILA. Una cima del Gran Sasso è stata intitolata a monsignor Carlo Confalonieri, arcivescovo dell’Aquila dal 1941 al 1950 divenuto poi cardinale per volontà di San Giovanni XXIII. L’iniziativa, promossa dall’associazione “I Corridori del Cielo” presieduta da Paolo Boccabella ha visto il pieno coinvolgimento della giunta comunale che ha deliberato l’intitolazione.
Il cardinale Giuseppe Petrocchi ha dato il suo appoggio all’iniziativa inviando come delegato don Claudio Tracanna. Anche il Comune di Seveso, città natale del porporato, con un post sulla pagina ufficiale di Facebook ha voluto esprimere la riconoscenza per l’iniziativa: “L’intitolazione di una delle montagne dl nostro paese a uno dei personaggi più illustri e amati della nostra città rappresenta un onore per Seveso e per la civile e laboriosa comunità cresciuta per secoli all’ombra del Seminario di San Pietro Martire».
La cerimonia di intitolazione si è svolta lo stesso giorno in cui, 78 anni fa, l’allora arcivescovo Confalonieri fu accompagnato sul Gran Sasso raggiungendo proprio il picco oggi a lui intitolato. I partecipanti hanno raggiunto dapprima il Rifugio “Duca degli Abruzzi” consegnando la copia anastatica dei documenti d’archivio attestanti la decisione di intitolare la vetta all’arcivescovo che ebbe il riconoscimento di “Defensor Civitatis”. Successivamente, raggiunto il “picco Confalonieri”, hanno provveduto ad apporre la targa commemorativa alla presenza del consigliere comunale Daniele D’Angelo. Lo storico Walter Cavalieri ha poi illustrato l’importante attività del presule in favore della città negli anni del suo episcopato aquilano. Quindi la celebrazione della messa nella chiesetta della Madonna della Neve, di cui si celebrava la festa liturgica.
Don Tracanna, nell’omelia, dopo aver ricordato la grande devozione alla Madonna dell’arcivescovo Confalonieri, ha voluto citare un passaggio dell’omelia di san Giovanni Paolo II alle esequie del cardinale: “Certo non dimenticheremo», disse il santo pontefice polacco, «l’alta sua figura umana e sacerdotale: la nobiltà del portamento, la sua signorilità, l’amabilità del tratto, la dedizione al dovere, il senso di responsabilità, la profonda pietà, soprattutto la fedeltà alla Chiesa e alla Sede apostolica, vissuta con l’intensità e la coerenza dell’uomo di Dio». Il 13 agosto alle 11, a Campo Imperatore, Petrocchi celebrerà una messa in suffragio di Confalonieri.