Via del Cavallaro, si apre l’ennesima voragine

È il quarto cedimento in un mese, esplode la rabbia di residenti e automobilisti Ma la strada resta percorribile: solo una transenna. C’è il problema infiltrazioni
SULMONA. Era stata riparata per l’ennesima volta solo alcuni giorni fa, con le rassicurazioni di Comune e Saca che l’intervento sarebbe stato risolutivo. Non è stato così. Da ieri una nuova voragine si è aperta in via del Cavallaro esponendo a rischi e pericoli residenti, automobilisti e chiunque si trovi a percorrere la strada che è rimasta aperta al traffico nonostante il nuovo cedimento. Unica precauzione da parte del Comune è stata quella di collocare a protezione del nuovo smottamento alcune transenne mobili, che agli occhi di molti automobilisti appaiono inutili e pericolose. Una situazione ad alto rischio che i residenti temono possa aggravarsi nelle prossime ore, con l’arrivo dell’ondata di maltempo e la previsione di piogge abbondanti e nevicate anche a bassa quota.
Negli ultimi mesi ben quattro sono stati gli interventi eseguiti da Saca e Comune sia sulle condotte idriche sia sulla strada. Lavori che si sono rivelati inutili visto che il problema continua a persistere con la strada che continua a cedere. Una storia infinita quella di via del Cavallaro che va avanti da anni nella disperazione dei residenti costretti più volte a rivolgersi alla Giustizia, (ma finora senza alcun risultato), per individuare i responsabili della grave situazione. L’ultimo esposto è stato inoltrato nelle settimane scorse.
«Quando abbiamo protestato l’ultima volta per le infiltrazioni nel manto stradale siamo stati accusati di essere bugiardi», hanno ricordato anche ieri alcuni residenti, «ora siamo davanti alla verità: Saca e Comune non riescono a risolvere il problema, creando situazioni di continui pericoli e disagi a chi è costretto a percorrere questa strada». Nel corso degli anni infatti, le continue infiltrazioni, soprattutto durante le giornate di pioggia, avrebbero provocato problemi anche alle case con allagamenti delle cantine e dei piani interrati. «Dal 2008 ad oggi, a causa di questa situazione, le nostre abitazioni hanno subìto danni ingenti per essere state allagate, da acqua e liquami», concludono i residenti, «disagi gravi subiti per effetto dello stato precario, tuttora irrisolto, della rete idrica e fognante. Saca e Comune devono provvedere una volta per tutte alla soluzione del disagio, senza ulteriori indugi e facendo eseguire lavori adeguati».
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