Via Garibaldi strada della movida: «Sì al divertimento, ma con regole»

Palazzi, commerciante e residente, interviene dopo il dibattito innescato dal servizio di Porta a Porta «Alcuni segnali sono campanelli d’allarme, dopo le 4 del mattino bande di ubriachi e maleducati»
AVEZZANO. La movida in centro del sabato sera? Un problema e un’opportunità. Claudio Palazzi, commerciante e residente di via Garibaldi (sua l’unica casa che ha resistito al terremoto del 1915), apre la porta al divertimento, ma «non lasciata al caso». Palazzi parla a nome anche di altri residenti della strada, diventata da qualche tempo la principale meta della movida avezzanese. Il dibattito è stato innescato dal servizio di Porta a Porta di Bruno Vespa ad Avezzano. Servizio relativo al consumo di alcol tra gli adolescenti.
«La movida va gestita», afferma Palazzi, «poiché a oggi è lasciata al caso. È un’opportunità per rivitalizzare i numerosi locali ed evitare un’ulteriore emorragia di giovani insoddisfatti che lasciano la nostra terra per cercare distrazioni lontano».
Palazzi, quindi, scommette sulla movida, però su modelli diversi per arginare le bravate notturne di giovani ubriachi. «Purtroppo, dopo l’orario di chiusura dei locali, fino alle 4 del mattino», sottolinea, «la città è in mano a bande di ubriachi e maleducati. Basta uscire il sabato e la domenica mattina per accorgersi di bottiglie, bicchieri, angoli diventati urinatoi. E sempre più spesso atti vandalici gratuiti. Quando chiudono i locali la situazione peggiora, vista l’abitudine di comprare da bere e consumare in strada. Non esagero, se qualcuno ha dubbi controlli i ricoveri all’ospedale per abuso di alcol o gli incidenti con feriti nei fine settimana, oltre alle patenti ritirate». Vista la situazione, per evitare altri guai, Palazzi sollecita «un’azione corale delle istituzioni, Comune e forze dell’ordine, con la collaborazione degli operatori dell’intrattenimento per trovare una forma di controlli mirati a governare il fenomeno che, lo ripeto, non è negativo in sé. Però», chiosa, «non può essere lasciato al caso, poiché i segnali che arrivano sono un campanello d’allarme da non sottovalutare. La carenza di controllo ha creato zone d’ombra in alcuni posti». (m.s.)
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