Via i cartelloni sull’A24, è scontro

10 Marzo 2018

Corriere: è un colpo alla promozione del Gran Sasso. E la Di Cosimo si permette di parlare di turismo

L'AQUILA. Tra lunedì e martedì verranno rimossi dall'autostrada A24, in corrispondenza dell'uscita dei caselli L'Aquila Est e Ovest, i cartelloni pubblicitari che promuovono il Santuario di San Pietro della Jenca, sul Gran Sasso d'Italia.
L'amministrazione comunale ha deciso di non rinnovare il contratto con la società che gestisce la pubblicità. A darne notizia, con una forte nota polemica, è Pasquale Corriere, ex consigliere comunale: è a lui che si deve il laborioso lavoro di cucitura e di rapporti con il Vaticano che ha portato alla consacrazione della piccola chiesetta ai piedi del Gran Sasso, dove Papa Giovanni Paolo II si è rifugiato per anni, in gran segreto, a primo Santuario del mondo dedicato a Wojtyla.
«Quello che sta accadendo è scandaloso», il commento di Corriere, «il Comune ha deciso di non rinnovare il contratto per l'affissione dei cartelli pubblicitari che rendevano ben visibile il Santuario della Jenca, sottolineando la presenza del Gran Sasso. Un veicolo di promozione turistica importante. Tra lunedì e martedì verranno smantellati». È di 10mila euro l'anno il costo dell'operazione pubblicitaria che il Comune non intende più sostenere.
«Mi aspettavo più sensibilità da questa amministrazione che si riempie la bocca di parole, ma non sta facendo assolutamente nulla», tuona Corriere, «sono solo in grado di partecipare a manifestazioni organizzate da altri, tagliare nastri e distribuire mimose invece di occuparsi di progetti concreti e seri. Guardate com'è ridotto il Gran Sasso», sottolinea Corriere, «dopo tutto lo sforzo fatto per promuovere le nostre montagne e il Santuario della Jenca. Per non parlare delle casette che l'assessore alla Cultura ha voluto mettere alla Villetta e che non sono servite a nulla». Corriere è indignato: «I cartelloni sono stati posizionati a gennaio 2014, con un grande sforzo sinergico, nell'intento di veicolare l'immagine del nostro Gran Sasso e del Santuario di Giovanni Paolo II. E l'assessore Sabrina Di Cosimo cosa fa? Decide di cancellare tutto con un colpo di spugna: assurdo. Poi si permettono di parlare di cultura e turismo, di attrattività del territorio e rilancio delle nostre zone. Non sanno neppure cosa significa tutto ciò».
La notizia ha fatto rapidamente il giro del web provocando malcontento e indignazione. «Assessore Di Cosimo grazie. È per suo demerito che la cartellonistica sulla A/24 dalla settimana prossima non ci sarà più», scrive Corriere su Facebook, «e il Gran sasso muore. Il borgo di San Pietro della Jenca è il Gran Sasso».
«Ringraziamo chi se la sona e chi se la canta”, il commento ironico di Marilena Di Salvatore che propone una colletta, “questa è la nostra città».
«Una vergogna», la sintesi lapidaria di Giuseppe Nardulli.
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