«Via il contributo a chi non parte coi lavori»

29 Gennaio 2016

L’assessore Di Stefano replica sulle case di via Fonte Preturo: «Rispettare la convenzione»

L’AQUILA. «Hanno avuto il contributo, i soldi stanno in banca, adesso devono lavorare, sennò glielo revochiamo. E non parlo soltanto di via XX Settembre: anche in centro storico vedo palazzi finanziati, ma i cui lavori sono fermi. Bisogna pedalare».

L’assessore Pietro Di Stefano censura senza appello la situazione di stallo che si sta verificando nell’area Banca d’Italia-via XX Settembre, dove l’amministrazione vuole realizzare il “progetto strategico di iniziativa privata” che prevede il ripristino dei palazzi danneggiati dal terremoto con l’aggiunta di parcheggi, spazi commerciali e verde pubblico, oltre a una piazza che sembra essere uno degli elementi di divisione.

«Noi proprietari non pagheremo i costi di costruzione», ha detto a chiare note Antonio Congeduti, caposcala C di via Fonte Preturo. Ma l’assessore non ci sta e ribatte: «Hanno la premialità, che consiste in una serie di vantaggi. A lavori terminati avranno anche una piazza a disposizione davanti alle loro abitazioni, la riqualificazione di quell’area aumenterà di molto la loro qualità della vita. C’è una convenzione pronta, che dev’essere firmata. La vicenda è approdata anche in consiglio comunale ed è tutto a posto. I residenti devono risolvere i loro problemi interni. Per il resto il percorso è tracciato ormai da tempo».

Tra l’altro il Comune punta molto su questo progetto, visto che riguarda una delle principali vie d’accesso alla città. E invece l’immagine dei palazzi “bombardati” è lì da sette anni. «Questo progetto è una grande occasione e una sfida per tutti: privati, Ater, Anas. Eppure c’è chi tenta di affossarlo».

Circa l’ipotesi di revoca del contributo, l’assessore annuncia il pugno di ferro. «Sto facendo predisporre dagli uffici alcuni provvedimenti che saranno resi esecutivi, anche per il centro storico. Non possiamo tenere i soldi parcheggiati nelle banche. È una cosa che non possiamo permetterci. Dai report che ricevo mi risultano usciti alcuni contributi, ma i cantieri non partono. Non siamo disposti a sopportare ulteriormente questa situazione. Nel momento in cui si predispongono i soldi in banca vuol dire che si usa la cassa per far partire quei lavori a discapito di altri. Se non si parte entro trenta giorni, penali a parte, arriverà il commissario».(e.n.)

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