Via le rotaie della metro fantasma C’è un milione per rimuoverle

Residuo del progetto sulla mobilità degli anni ‘90 mai realizzato, saranno smantellate da tre strade Colonna: «Presto la nuova pavimentazione senza i binari». Resta l’idea del bus ospedale-Terminal
L’AQUILA. Tempo due o tre mesi e scompariranno altre tracce (i binari) del “sogno” di dotare la città di una metropolitana di superficie. Un “sogno” della giunta comunale di centrodestra guidata dal sindaco Biagio Tempesta che risale alla fine degli anni Novanta. Il Comune, con una determina, ha infatti affidato l’incarico per la direzione lavori a una professionista esterna che affiancherà il responsabile unico del procedimento per il «rifacimento della pavimentazione stradale in via della Comunità Europea, via Leonardo da Vinci e via Amiternum con una previsione di spesa di circa 660mila euro».
VIA LE ROTAIE. L’assessore alle opere pubbliche Vito Colonna chiarisce che sulle tre vie, tra l’altro molto trafficate, saranno prima tolti i binari e poi si procederà con il nuovo asfalto. «Sono almeno cinque anni da cittadino e da consigliere comunale che mi batto per fare i lavori sulle tre strade», dice Colonna. «Appena insediato come assessore è stato tra i miei primi impegni. I soldi arrivano dalla rimodulazione di un mutuo con la Cassa depositi e prestiti e posso annunciare che ai 660mila euro se ne aggiungeranno altri 300mila». I binari erano stati già tolti in viale Corrado IV. Quindi resteranno solo quelli che vanno verso l’ospedale San Salvatore. Il Comune, però, non ha rinunciato completamente all’idea di una metropolitana. Anzi in questi ultimi anni si è parlato di ben due metropolitane, una dentro la città e una “esterna”.
METROBUS. Quella nella città dovrebbe chiamarsi “Metrobus” e dovrebbe concretizzarsi in autobus che dovrebbero passare su corsie preferenziali per collegare l’ospedale con il terminal di Collemaggio evitando di “penetrare” nel centro storico (in particolare lungo via Roma, come doveva fare la metro prima maniera). In base a una delibera di circa un anno fa il percorso sarà il seguente: polo ospedaliero San Salvatore, via Manzoni, via della Comunità Europea, via Leonardo da Vinci, via Amiternum, via Piccinini, via Beato Cesidio, viale Corrado IV, via XX Settembre, via Crispi, viale Collemaggio, terminal bus. Per avviare il progetto Metrobus il Comune attende di avere concretamente dal ministero 6,5 milioni di euro che sono il residuo del finanziamento che era stato concesso per la metropolitana che non ha mai visto la luce. La cosa curiosa è che il Comune avrebbe dovuto restituire allo Stato circa 14 milioni (visto che l’opera non era stata completata), ma il terremoto ha fatto il “miracolo” e quei soldi non solo non sono stati richiesti, ma sono stati concessi – per il miglioramento delle condizioni di mobilità urbana – anche quelli che ancora non erano stati dati. La pietra tombale sulla metropolitana pensata più di 20 anni fa la mise prima del terremoto (7 gennaio 2009) la giunta guidata dal sindaco Massimo Cialente, che annullò in autotutela «la concessione per la realizzazione e la gestione della linea tranviaria su gomma della città dell’Aquila», decisione preceduta da polemiche feroci, interrogazioni parlamentari, indagini, procedura di infrazione da parte della Ue e seguita da strascichi giudiziari per risarcimento danni. Ma questa è un’altra storia.
L’ALTRA METROPOLITANA. C’è poi il progetto che risale al 2014 che prevede una “metropolitana di superficie” previa soppressione di 14 passaggi a livello nel tratto ferroviario che va da San Demetrio a Sassa (alcuni sono stati soppressi, altri no) e la contemporanea realizzazione di altre fermate (piccole stazioni) che sono state costruite. Il progetto in parte è stato realizzato, ma l’utenza non è ancora quella che ci si aspettava.
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