Via libera al recupero dei fontanili storici: sì di Comune e Parco

Lavori alle Fonti di Remonna, Genca e Pietra di Salomone Tre abbeveratoi dismessi saranno di nuovo utilizzabili
L’AQUILA. Via libera ai lavori di manutenzione di tre fontanili montani nei territori di uso civico denominati Genca Grande, San Pietro e Vasto. E questo anche per far fronte ai problemi di siccità evidenziati negli ultimi anni. Il Comune dell’Aquila ha detto sì alla valutazione di incidenza ambientale e ha accolto tutte le prescrizioni fatte dal Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. I lavori, si legge nella determina, riguarderanno in particolare gli «abbeveratoi Fonte Remonna, Fonte Genca e Fonte in località Pietra di Salomone che servono per la captazione e il contenimento dell’acqua al fine di dissetare il bestiame e risultano essere strategicamente situati in corrispondenza dei principali pascoli e lungo i tragitti più frequentati. Ora sono dismessi, frammentati o non utilizzati da tempo. L’intervento prevede la manutenzione straordinaria dei tre fontanili, con la sistemazione e valorizzazione di opere di captazione idrica, sia come valore aggiunto, sia dal punto di vista del supporto idrico alle attività agricole e zootecniche, preservando gli elementi tradizionali della ruralità, contraddistintivi dell’identità del paesaggio attraverso la fruizione e la ricostituzione di manufatti oramai integrati da anni nel paesaggio agrario e rurale».
La situazione attuale dell’abbeveratoio di Fonte Remonna è caratterizzata «da elementi di precarietà e si riscontrano: la progressiva fessurazione e il distacco di parti della testa con superficie a spacco irruvidita sugli spigoli ed estremità superiore grossolanamente sagomata; l’assenza del cannello di alimentazione dell’acqua sicuramente originariamente inserito nella testa del fontanile; la degradazione del suolo che delimita le vasche caratterizzata dalla presenza del fango, frutto dell’intervento di pioggia e neve sulla terra; lo stesso risulta eroso pregiudicando così il decoro e la stabilità dell’opera».
Per l’abbeveratoio di Fonte Genca «si nota lo stato precario di alcuni massi in pietra disposti in modo da sorreggere un tubo in polietilene con la funzione di cannello; la vegetazione e le alghe si sono depositate all’interno e all’esterno delle vasche; ci sono perdite idriche e allagamenti per malfunzionamento impianto idrico, addebitabili alla mancanza di manutenzione; è degradato il suolo che delimita le vasche».
L’abbeveratoio a Pietra di Salomone «risulta quasi asciutto forse a causa del disseccamento della sorgente presente nelle immediate vicinanze. Le opere previste consistono in: scavi, demolizioni e rimozioni; ripristino di elementi preesistenti in stato di degrado; realizzazione di nuove pavimentazioni in pietra locale. L’adduzione dell’acqua avverrà tramite tubazione in polietilene reticolato che verranno interrate partendo dal punto in cui attualmente è stata riscontrata la sorgente acquifera fino al punto in cui si trova l’abbeveratoio; ci sarà la posa in opera di due pozzetti rispettivamente a monte e a valle delle vasche; pulitura delle vasche al fine di eliminare gli agenti infestanti e rimozione dei depositi superficiali. Gli interventi di pulizia consistono nell’asportare la vegetazione e le alghe.
Nel caso specifico di Fonte Remonna e Fonte Genca verrà realizzata una massicciata «costituita da cemento magro con sopra pietre poste a coltello, per una larghezza di almeno 1,80 metri, atta a garantire che il bestiame con il tempo non eroda il terreno nei dintorni e pregiudichi il decoro e la stabilità dell’opera. Sarà fatta l’impermeabilizzazione interna delle vasche con la realizzazione di rampe di rimonta per gli animali di piccola taglia: sono state previste scalette di risalita sia all’interno delle vasche che a ridosso dell’ultima vasca al fine di garantire le condizioni ottimali per la riproduzione degli anfibi all’interno permettendo un facile accesso e uscita».

