Via libera all’Urban center Ma l’opposizione vota no

24 Giugno 2018

Bocce ancora ferme sul seggio conteso dai consiglieri Cipollone e Paciotti E in aula vanno in scena le arringhe dei politici-avvocati sul controverso caso

AVEZZANO. Via libera all’Urban center e bocce ferme sul seggio conteso tra i consiglieri Annalisa Cipollone e Francesco Paciotti in attesa della seduta “di ottemperanza” al Tar fissata per il 25 luglio. Arringhe in serie dei politici-avvocati, su un fronte e sull’altro, hanno animato la scena per un paio di ore sulla “telenovela” che da più di un anno sta tenendo banco in città. Ad aprire le danze ci ha pensato il consigliere Cristian Carpineta che ha ripercorso le tappe della controversa vicenda, ricordando la «composizione non corretta dell'assise civica» messa nero su bianco dall'Avvocatura dello Stato, nonché le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato volte al ripristino della volontà popolare, ora da «completare con l’ingresso in consiglio di Annalisa Cipollone». Sullo stesso tasto hanno battuto Giovanni Di Pangrazio, Gianfranco Gallese e Francesco Eligi che, seppur su spunti diversi, hanno sollecitato la maggioranza a procedere nella direzione indicata dai cittadini nel giugno del 2017. Il consigliere Roberto Verdecchia è andato oltre: «Questa vicenda ha dei responsabili: un imprudente presidente di tribunale (Eugenio Forgillo, nelle vesti di presidente della commissione elettorale)», ha sottolineato, «che non ha applicato il responso del voto popolare. Ora il prefetto ha condiviso la nota dell’Avvocatura dello Stato e il Tar ha convertito il ricorso in rito di ottemperanza, un segnale chiaro». Verdecchia e Di Pangrazio hanno censurato anche la nota di risposta della segretaria comunale alla lettera del prefetto che invitava ad applicare l’articolo 45 del Tuel, chiave di volta per il cambio della guardia tra Paciotti e Cipollone. Lettura diversa sul fronte della maggioranza, dove il consigliere e segretario Udc, Leonardo Rosa, ha rilanciato la palla al prefetto che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che lo aveva nominato commissario ad acta «non ha assunto decisioni. Il prefetto ha il controllo sugli enti locali», ha dichiarato Rosa, «avrebbe potuto emendare le decisioni».
Alla fine la controversa questione declinata in tutti i passaggi, anche quelli non fatti, dall’assessore alle attività legali, Leonardo Casciere, è stata mandata in archivio senza alcun pronunciamento dell’assise civica. Chiosa finale del sindaco, Gabriele De Angelis: «È stato molto opportuno parlare di un tema così complesso in consiglio, tra venti giorni arriverà la sentenza del Tar con la correzione, perché la può fare».
Sull’Urban center, invece – con dotazione iniziale 10mila euro – la cui guida dovrebbe andare all’Udc per compensare il passo indietro dalla giunta di Rocco Di Micco, si è consumata la rottura: il punto è stato approvato a maggioranza, mentre la minoranza, che aveva chiesto, senza però ottenerlo, un rinvio di due mesi per partire con «tutte le carte in regola», ha votato no.
L’opposizione ha contestato la mancanza dello statuto, le consulenze esterne, i rimborsi spese «non previsti dalle norme che regolano la vita degli enti locali». «Le consulte sono a titolo gratuito», ha sottolineato Eligi, «questa com’è strutturata non va bene».
Per Di Pangrazio la delibera «è totalmente illegittima», mentre Verdecchia ha invitato la maggioranza a soprassedere per apportare i miglioramenti utili a far partire l’organismo col piede giusto. Nulla da fare, la maggioranza ha tirato dritto.
«L’Urban center», ha puntualizzato il sindaco, «mira a rendere più partecipi le associazioni e la cittadinanza ai processi di approfondimento sulle scelte più rilevanti per la città».
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