Via Sallustio, parte la ricostruzione

15 Agosto 2018

La parte bassa (da via Camponeschi) è ancora ferma al 6 aprile 2009. Ma per ora sarà demolito solo un edificio

L’AQUILA. A settembre partirà la ricostruzione della parte bassa di via Sallustio (il Vicolaccio), dove, dall’incrocio con via Camponeschi fino a piazza Fontesecco, è ancora tutto come quella terribile notte del 6 aprile 2009.
In quell’area ci sono edifici importanti, quali il palazzo delle Poste e quello dell’ex Upim. Oltre al palazzo delle suore Ferrari e a diversi edifici antichi. Dopo quasi dieci anni, dunque, a settembre si comincerà con la demolizione del palazzo al numero civico 81, un edificio di cinque piani, con garage e negozi, che prima del terremoto ospitava anche il negozio di Hi-Fi Center, uno dei primi all’avanguardia in fatto di sistemi tecnologici non solo televisivi.
A settembre inizieranno i lavori di demolizione, così come è avvenuto per un altro edificio nella parte alta di via Sallustio. Ma c’è un problema: quello al numero civico 81 al momento è l’unico palazzo che vedrà l’apertura del cantiere. E i proprietari degli appartamenti e dei negozi e garage dello stabile sono un po’ preoccupati, perché per i palazzi intorno e anche quello attaccato, non si vede ancora la luce.
«Il paradosso», affermano alcuni dei proprietari, «è che tra un paio di anni ci ritroveremo con il nostro palazzo ultimato e pronto per essere abitato, ma senza la possibilità né di rientrarci e neppure di affittare i negozi e i garage, perché – nella migliore delle ipotesi – saremo circondati dai cantieri degli altri edifici».
I proprietari, infatti, lamentano la cattiva gestione del piano di ricostruzione: «Quando è stato deciso – e sono passati quasi 10 anni dal sisma – di demolire e ricostruire il nostro palazzo, bisognava portare avanti anche i progetti degli altri edifici circostanti (tra i quali c’è anche quello dell’ex Upim, che fa angolo con via Camponeschi), proprio per evitare quello che quasi certamente accadrà: o non potremo rientrare oppure rientreremo, ma tra mille difficoltà, al numero civico 81, perché saremo circondati dai cantieri, dai mezzi pesanti, dalle ruspe e quant’altro. Bisognava partire tutti insieme e ricostruire quell’area in contemporanea».
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