Via Strinella, appello anti-degrado

Un gruppo di genitori residenti scrive al Comune: «Viabilità e sporcizia le spine»
L’AQUILA. Degrado, abbandono, barriere architettoniche in via Strinella hanno spinto un gruppo di genitori residenti a scrivere una lettera aperta di segnalazione all’assessore Carla Mannetti. I genitori denunciano, in particolare, lo stato di abbandono, dal punto di vista della sicurezza e del decoro.
PISTA DI FORMULA 1
«Via Strinella», scrivono i residenti, «è diventata una pista automobilistica di giorno e di notte. Con i passeggini attraversiamo sulle strisce pedonali correndo con il timore di essere travolti, figuriamoci i disabili. Per non parlare delle macchine ferme in sosta contromano sui marciapiedi, che ci costringono a destreggiarci in manovre bizzarre tra le macchine parcheggiate e quelle che sfrecciano lungo la carreggiata e, quei marciapiedi che risultano eccezionalmente liberi, sono invece tappezzati dalle deiezioni dei cani». «Quest’ultimo», viene sottolineato, «non è solo un problema di decoro urbano, ma anche di salute per le persone, non è più tollerabile vedere gli escrementi di cani lasciati ben in vista dai padroni, nell’indifferenza di chi dovrebbe far rispettare le norme».
le richieste
Di qui la richiesta «di un intervento tempestivo anche adottando quegli accorgimenti necessari, dissuasori, autovelox, maggiore presenza di polizia municipale, rifacimento delle strisce pedonali con maggiore illuminazione nelle ore notturne, rifacimento della segnaletica, taglio degli arbusti presenti sui marciapiedi». Si chiede anche di spingere i proprietari dei lotti limitrofi a procedere all’ordinaria manutenzione dei propri spazi, al fine di «vivere questa strada in maniera più sicura nel lustro, nel prestigio e nell'onore che ha sempre posseduto». Di qui l’appello condiviso: «Non pretendiamo che i nostri figli tornino a giocare per strada come si faceva una volta, ma vogliamo tornare a goderci serenamente gli spazi fuori casa, anche per permettere e favorire la socialità tra i residenti, per conoscersi, per condividere, ricordando che una città viva è una città più sicura».

