Via Vezzia, la giungla è in casa Scoppia la rabbia dei residenti

8 Maggio 2018

AVEZZANO. Costretti a vivere con la luce perennemente accesa e le finestre sempre chiuse per impedire l’ingresso in casa dei rami degli alberi non potati lungo via Vezzia. E non solo. Scoppia la...

AVEZZANO. Costretti a vivere con la luce perennemente accesa e le finestre sempre chiuse per impedire l’ingresso in casa dei rami degli alberi non potati lungo via Vezzia. E non solo. Scoppia la protesta dei residenti della via “superverde”, dove i rami delle piante, che godono di ottima salute, stanno avvolgendo un po’ tutto il patrimonio abitativo in questo scorcio di primavera di sole e acqua. Alcuni rami sovrastano addirittura i tetti delle case. «Sembra di vivere in un angolo di foresta», afferma una coppia di residenti, «con le cime degli alberi che si stanno incuneando in tutti gli angoli, perfino dentro casa. Non se ne può più».
Lungo via Vezzia, infatti, le piante svettano nella loro maestosità, a tutto danno di case singole e palazzine, compreso il palazzo che ospita numerosi uffici del Comune, anch’essi “minacciati” dai rami non potati. «Amiamo la natura», aggiunge la coppia, «ma qui la situazione delle piante è palesemente fuori controllo, l’amministrazione si attivi per risolvere il problema. Non possiamo stare perennemente con le finestre chiuse e le luci accese, con inevitabile aumento delle bollette. Non si capisce perché questa zona della città non sia stata tenuta in considerazione per le potature».
Chiome super sviluppate creano intralci e problemi quotidiani anche sul piccolo tratto di via Mattei (vicino ai ruderi della vecchia cattedrale di San Bartolomeo), altra strada non inserita nel piano delle potature. Chicca finale? Lungo tutta via XX Settembre, dove l’autunno scorso l’impresa chiamata dall’amministrazione De Angelis a fare gli interventi di potatura su gran parte del patrimonio arboreo di Avezzano, ha effettuato i tagli, ma solo su un versante, quello dei numeri dispari. Sull’altro lato della strada, invece, le chiome sono rimaste intatte. (m.s.)
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