Video con minacce a Biondi Indagano Digos e carabinieri

Nel mirino due uomini con pistola e bastone che si dichiarano «pronti a tutto» Al centro del caso lo sgombero forzato delle case popolari a San Gregorio
L’AQUILA. Un video dal significato incerto tra il serio e il faceto, nel quale si rivolgono minacce al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, un filmato ora divenuto virale su whatsapp, è all’attenzione di carabinieri e Digos della questura.
Nel video, girato con un telefonino, si vedono due uomini armati di bastoni e anche di una pistola, non si capisce con quali reali intenzioni, i quali si dichiarano pronti a tutto pur di mantenere la propria abitazione, a costo di «dover mettere una supposta al sindaco». Indagini in corso per identificare i soggetti ripresi e anche chi ha girato il video.
L’iniziativa poggia sulla contrarietà di alcuni residenti della frazione di San Gregorio all’ordinanza con la quale è stato dichiarato lo sgombero di alcune abitazioni popolari. Si tratta, più in particolare, di uno sgombero coatto con distacco delle utenze. Lo prevede un’ordinanza del dirigente del Settore opere pubbliche del Comune dell’Aquila Domenico de Nardis, che ha determinato l’avvio delle procedure di sgombero dei blocchi C, D E e F del complesso di edilizia pubblica residenziale della frazione San Gregorio martoriata dal sisma del 2009.
Successivamente, le aziende erogatrici dei servizi provvederanno, entro un certo termine, alla disattivazione delle rispettive forniture con rimozione dei misuratori.
L’atto dirigenziale riguarda 20 famiglie che lo scorso 17 settembre hanno ricevuto una lettera con l’avviso di sgombero per ragioni legate alla pubblica incolumità. In sostanza non è stato modificato l’approccio a questa problematica nonostante il cambio di amministrazione comunale.
Gli abitanti non si danno per vinti e ora promettono battaglia legale, annunciando un ricorso al Tar contro il provvedimento che imporrebbe di abbandonare le loro abitazioni per consentire i lavori di ricostruzione degli edifici e di riqualificazione del quartiere.
Contro questo sgombero si era dichiarato in modo esplicito l’architetto Antonio Perrotti, portavoce di un comitato locale.
«Lo stato di pericolo degli alloggi», dice l’ex dirigente regionale, «è smentito dallo stesso atteggiamento del Comune dell’Aquila che sta mettendo in esecuzione un’ordinanza urgente ma risalente a quasi due anni fa. Se in tutto questo tempo è stato consentito agli inquilini di restare nelle loro abitazioni, nonostante il sussistere dell’ordinanza, vuol dire che l’ente è consapevole della mancanza di pericoli immediati».
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