Video su Federico, condannato cineoperatore

25 Marzo 2016

Sei mesi per aver manipolato e poi diffuso il filmato con le dichiarazioni dell’allora sindaco sui gay

SULMONA. Il Tribunale di Sulmona ha condannato a sei mesi di reclusione il cineoperatore Roberto Di Ruscio, ritenuto responsabile del reato di illecito trattamento di dati personali. Proprio dai fatti per i quali nei giorni scorsi Di Ruscio è stato condannato, scoppiò alcuni anni fa il caso delle dichiarazioni dell’allora sindaco Fabio Federico sui gay. Il giudice monocratico, Valeria Gioeli, ha inoltre accertato anche le manipolazioni che dei video erano state effettuate, tanto da stravolgerne il contenuto, «con le pubblicazioni a più riprese ma sempre con evidenti modifiche rispetto all’originale» sul canale di Youtube “Big studios movie” del quale Di Ruscio era titolare. Il Tribunale, davanti al quale l’ex sindaco Federico, difeso nel procedimento dall’avvocato Guido Colaiacovo, si era costituito parte civile, ha aderito alla ricostruzione contenuta nel capo di imputazione e formulata dopo la denuncia dell’ex sindaco. In sostanza ha ritenuto che tale condotta abbia arrecato danno a Fabio Federico. Ill video fu visualizzato da migliaia di utenti che, in tal modo, diedero visibilità anche al canale youtube di Di Ruscio. «Sono soddisfatto, è stato accertato che il “caso”, montato in termini del tutto distanti dai contenuti della vicenda, ha costituito un grave reato. E ritengo che Di Ruscio sia stato sanzionato con la giusta pena», ha commentato Fabio Federico. «Ora bisognerà chiedersi perché dei video tra loro scoordinati e registrati nel 2006 siano stati così manipolati e diffusi nel 2011; ma io ho una mia risposta e mi sembra che, su questa strada, si potrà verificare come siano stati commessi anche altri gravi reati. Mi dispiace che per tutto questo tempo siano circolati video dei quali era chiara la manomissione», ha concluso l’ex sindaco, « anche solo a giudicare dal fatto che venivo ripreso all’inizio di un discorso con vestiti diversi da quelli con i quali avrei concluso quelle parole».

Il giudice Gioeli ha anche riconosciuto il diritto di Federico al risarcimento dei danni ed ha ordinato la pubblicazione di un estratto della sentenza nel sito internet del ministero della Giustizia; ha ordinato la confisca e la distruzione dei video sequestrati e ha condannato Di Ruscio a pagare le spese processuali. (c.l.)

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