Vie del Fucino nel degrado e la gestione è un rebus

Il commissario prefettizio Passerotti scrive a Marsilio e sollecita un incontro: «Essenziale individuare fondi sufficienti e definire le diverse competenze»
AVEZZANO. Strade della bonifica dell’ex lago Fucino, l’orto d’Italia, volano dell’economia della Marsica, sempre più degradate e pericolose per l’incertezza gestionale: per superare lo stallo delle competenze e definire il budget per la manutenzione straordinaria dei 250 km di vie rimaste nel limbo dell’incertezza – dopo la fase di scontri e ricorsi al Tar tra Comuni, Consorzio di Bonifica e Provincia (tra il 2010 e il 2013) – il commissario prefettizio Mauro Passerotti chiama in campo il presidente della Regione, Marco Marsilio. Sia per mettere le carte in regola, che per individuare i fondi per la messa in sicurezza: solo per la manutenzione straordinaria dei 50 km di strade del comune di Avezzano si stima un costo di 800mila euro, più 250mila all’anno per l’ordinaria.
«Fermo restando la volontà di definire il passaggio di competenze», ha evidenziato Passerotti nella nota ai presidenti di Regione e Provincia, Consorzio e sindaci (e per conoscenza al prefetto Cinzia Torraco), «risulta essenziale procedere all’individuazione di fondi sufficienti da rendere disponibili per garantire ai soggetti ritenuti responsabili la gestione e manutenzione delle strade nell’immediato e nel futuro. È del tutto evidente che il trasferimento delle strade determina l’accollo, in capo alle amministrazioni, di un onere finanziario di rilevante entità e di difficile sostenibilità».
L’iter avviato dalla Provincia nel 2010, infatti, si limitava all’ennesimo trasferimento delle strade della bonifica, in prima battuta dello Stato, in capo ai Comuni di Avezzano, Celano, Luco Marsi, Trasacco, Ortucchio, Cerchio e Aielli. Il decreto del presidente della Provincia fu respinto dal consiglio comunale di Avezzano nel luglio 2013: l’assise civica sollecitò la Provincia ad affidare tutte le strade a un unico soggetto insieme a risorse adeguate per la manutenzione. La storia, però, in perfetto stile italico, finì nel dimenticatoio, mentre le condizioni delle strade a servizio dell’orto d’Italia sono precipitate, mentre i proprietari dei terreni e non solo sono costretti a peregrinare da un ente all’altro per le richieste di accesso ai fondi o i risarcimento dei danni causati dalle voragini sulle strade.
«Alla luce della situazione», conclude Passerotti, «si rende necessario e urgente una riunione ad hoc tra le varie amministrazioni e gli Enti cointeressati, da convocare al più presto, magari a cura della Regione, quale ente coordinatore e proprietario delle aree interessate, per assumere decisioni mirate a risolvere il problema». (m.s.)
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