Vieta alla moglie di truccarsi, condannato

Patteggiati due anni dal marito accusato anche di aver picchiato la donna umiliandola davanti ai figli minorenni
L’AQUILA. Era finito sotto accusa per maltrattamenti in famiglia per aver picchiato la moglie davanti ai loro figli piccoli. Alla base di questo, secondo le accuse, un’inspiegabile gelosia sfociata in insulti, minacce e percosse. Nei giorni scorsi, davanti al gup, l’ex marito ha patteggiato due anni di reclusione con i doppi benefìci di legge. Ma ha patteggiato anche il padre di lui, implicato in maniera marginale, che ha patteggiato un anno e mezzo sempre con i benefìci. Nomi che non vengono pubblicati per le esigenze di tutela della privacy delle parti lese. Il patteggiamento è stato concordato con il pm Guido Cocco nelle scorse settimane ed è stato accolto dal gip alcuni giorni fa.
I maltrattamenti erano iniziati nel 2015. L’uomo, gestore di un bar in cui aveva lavorato anche la moglie, aveva imposto alla donna di non indossare abiti che a suo giudizio potessero attirare l’attenzione degli avventori nonché di non truccarsi, accompagnando il divieto con offese gravi alla reputazione della donna, tali da determinare nella vittima un profondo stato di prostrazione psicologica, accompagnato da un’insopportabile senso di umiliazione.
Già nel corso delle primissime indagini gli investigatori della Mobile raccolsero gravi indizi di colpevolezza, in ordine alle violenze fisiche patite dalla vittima. In particolare, in un’occasione, il marito dapprima schiaffeggiò la moglie, poi le impedì di rientrare a casa, percuotendola fino al punto di farle sbattere la schiena contro una scaletta di legno. Di lì scaturì un divieto di avvicinamento firmato dal gip Guendalina Buccella.
Nel corso del procedimento la parte civile è stata assistita dallo studio legale dell’avvocato Paolo Vecchioli e gli accusati dall’avvocato Romeo Prosciutti.
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