Vigili del fuoco, caccia al terreno per la caserma

7 Ottobre 2020

SULMONA. Il Comune cerca un terreno dove poter realizzare la nuova caserma dei vigili del fuoco. La struttura, attualmente ospitata fra la circonvallazione e il bivio per Tratturo, risulta inadeguata,...

SULMONA. Il Comune cerca un terreno dove poter realizzare la nuova caserma dei vigili del fuoco. La struttura, attualmente ospitata fra la circonvallazione e il bivio per Tratturo, risulta inadeguata, con un ingresso in salita e ormai troppo vecchia. «Stiamo lavorando alla ricerca di un’area», spiega l’assessore ai lavori pubblici Salvatore Zavarella, «trovare una soluzione per un un’istituzione così importante è una priorità». Sono ormai più di 20 anni che si parla di una nuova caserma per i vigili del fuoco senza che si metta in pratica il progetto. La piccola struttura ospita 32 pompieri divisi su quattro turni, che dalla fine degli anni ‘60 si sono adeguati ad una costruzione di proprietà della Provincia, che nulla ha di strategico né di agevole per i circa mille interventi che ogni anno in media si svolgono. Per questo Dario Gasbarro, il responsabile territoriale del sindacato Conapo, ha rilanciato la questione. L’assurdo della vicenda è che i soldi ci sono, circa 2 milioni di euro pronti nelle casse del ministero dell’Interno per costruire la nuova struttura, che necessita però prima di un terreno su cui essere realizzata. E proprio questo si sta rivelando l’ostacolo principale. A marzo 2018 era stato rispolverato il vecchio progetto di trasferire la caserma tra la Badia e la zona industriale. Precisamente su alcuni terreni della Casa Santa dell’Annunziata, nei pressi dell’Europa park hotel. Solo che quei terreni sono a uso agricolo e per il Demanio non è stato sufficiente l’impegno del Comune di trasformarli in edificabili. Sull’area di due ettari dell’Asp2 dovevano sorgere una caserma moderna e attrezzata, una piattaforma per elicotteri e una rimessa mezzi. Ad oggi, infatti, camion e autobotti stazionano di fronte alla caserma, in un parcheggio pubblico non custodito, perché la rimessa interna non è abbastanza grande. In più l’ingresso in salita non facilita le operazioni soprattutto in inverno, con neve e ghiaccio. Complica ulteriormente le cose la presenza di un semaforo a ridosso dell’ingresso. (f.p.)
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