Vigili urbani, capo ad interim: la nomina è ancora illegittima

Il Consiglio di Stato respinge la richiesta del Comune di sospendere la sentenza del Tar di aprile Resta annullato il decreto con cui Biondi nel 2021 mise il dirigente de Nardis alla guida del corpo
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila perde un’altra battaglia nella guerra legale sul comando dei vigili urbani: resta quindi illegittima, per ora, la nomina come dirigente ad interim del corpo di Domenico de Nardis, che agente di polizia municipale non è, ma anzi ricopre il ruolo di responsabile dell’Avvocatura comunale.
Ieri, infatti, il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta dell’ente di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar di aprile, quella che ha annullato il decreto di nomina firmato dal sindaco Pierluigi Biondi nel 2021. Nell’ordinanza di respingimento dell’istanza cautelare presentata dal Comune, i giudici del Consiglio di Stato motivano così: «Considerato sul piano del fumus boni iuris, ad un primo esame che è proprio di questa fase cautelare, di condividere le conclusioni del giudice di primo grado con particolare riguardo alla carenza di potere dirigenziale», e «Ritenuto, quanto al periculum in mora, che la invocata paralisi dell’ente viene soltanto dichiarata ma non anche effettivamente dimostrata».
La guerra legale è iniziata ad agosto, quando de Nardis ha ridefinito l’organizzazione del comando di polizia municipale aquilano. Uno dei dipendenti interessati, il vigile urbano Luca Andreozzi, ha quindi avviato il ricorso al Tar, vincendolo. I giudici amministrativi di primo grado, nella sentenza di aprile, hanno annullato la nomina di de Nardis perché «il comando della polizia municipale può essere assunto solo da personale appartenente ai ruoli del corpo» ed è «incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni o incarichi all’interno dell’ente di appartenenza». Ma hanno annullato anche la riorganizzazione compiuta da de Nardis stesso, perché affidava all’ufficio di Andreozzi due compiti tra loro «incompatibili».
In un tema al centro di polemiche politiche, ieri è intervenuta la Fp-Cgil con il segretario Anthony Pasqualone: «Il Comune dell’Aquila ha fatto ricorso in appello al Consiglio di Stato contro non solo il ricorrente, ma anche la Regione Abruzzo in persona del governatore (una sorta di Biondi contro Marsilio) per l’annullamento previa sospensione della sentenza del Tar. La Fp-Cgil, rappresentata dall’avvocato Carlo de Marchis, si è costituita ad opponendum. Il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di sospensiva condividendo, a un primo esame, i rilievi del Tar e confermando le gravi irregolarità delle nomine. Pertanto, in attesa del giudizio di merito, gli atti relativi alla nomina del comandante della polizia locale rimangono affetti da vizio di legittimità e pertanto annullati».

