Ville abusive dei Taddei Confermate 3 condanne

20 Marzo 2016

La Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dai legali dei noti imprenditori edili I manufatti dovranno essere demoliti per ottenere la sospensione della pena

L’AQUILA. I tre fratelli Danilo, Valerio e Antonello Taddei, componenti della famiglia che gestisce gruppo Edimo, impegnato nella ricostruzione con centinaia di addetti, sono stati condannati anche dalla Cassazioie che ha confermato la sentenza a un anno e al pagamento di una multa di 40mila euro a testa per la realizzazione di una lottizzazione abusiva a Picenze di Barisciano. Le tre ville dovranno essere demolite entro 6 mesi pena il venir meno della sospensione condizionale. Nei gradi precedenti erano stati pienamente assolti nella stessa vicenda un geometra del Comune di Barisciano accusato di abuso d'ufficio, e il progettista e direttore dei lavori . I tre imprenditori sono usciti indenni anche in Cassazione per quel che riguarda due dei tre capi d'imputazione, ovvero l'abuso edilizio e l'abuso d'ufficio, con la condanna a un anno per la sola lottizzazione abusiva in concorso. I giudici della Suprema Corte hanno comunque esaminato il ricorso che, dunque, hanno ritenuto ammissibile, cosa non scontata, anche se poi sono stati confermati i precedenti verdetti. L'inchiesta era partita nel 2010. Dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri era emerso che per la realizzazione delle tre ville, ciascuna da 700 metri quadrati e all'epoca in via di ultimazione, era bastato presentare una semplice domanda al Comune di Barisciano. Ciò sulla scorta dell'ordinanza sulle case provvisorie post-sisma e, dunque, in deroga alle procedure ordinarie. Il tutto, per gli inquirenti, era avvenuto in violazione, però, delle norme urbanistiche poiché non erano stati rispettati, secondo quanto sostenuto dall'accusa, i requisiti né i limiti di ampiezza e altezza di abitazioni a carattere temporaneo. Le tre ville furono poste sotto sequestro. Un provvedimento contro il quale i Taddei avevano, ma invano, presentato ricorso al tribunale del Riesame. Ad aprile del 2012 il giudice per l'udienza preliminare aveva disposto il rinvio a giudizio. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Riccardo Lopardi e Vincenzo Calderoni. I tre imprenditori si sono sempre difesi sostenendo che tutti gli adempimenti erano stati rispettati. E, inoltre, non poteva parlarsi di una lottizzazione abusiva, ritenedo sproporzionata la contestazione.

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