Violentata dopo il droga party: il vicino di casa va sotto processo

La giovane racconta di essere stata costretta con le botte a subire un rapporto sessuale con un 45enne L’uomo si è finora difeso dicendo che la vittima era consenziente. Udienza fissata per l’11 aprile 2023
SULMONA. Una notte di trasgressione trascorsa con gli amici. Prima con il droga party e poi, rimasto solo con una ragazza, con la violenza sessuale. Una notte da incubo, invece, quella che una giovane di Sulmona ha denunciato di aver trascorso con un suo conoscente di 45 anni, vicino di casa. Costretta a subire una notte di violenza.
La giovane donna ha raccontato che l’uomo, di fronte al suo rifiuto ad avere un rapporto sessuale, l’avrebbe sollevata di peso e obbligata a sedersi sul tavolo della cucina. Quindi, dopo averla ripetutamente schiaffeggiata, colpita con i pugni sui fianchi, sulle costole e sulla schiena, le avrebbe strappato i leggings costringendola a subire un rapporto sessuale. E non ancora appagato da ciò che aveva fatto, sempre secondo il racconto della giovane sulmonese, l’uomo le avrebbe sequestrato il telefonino per impedirle di chiedere aiuto.
Al mattino, sul presto, la ragazza con una scusa è riuscita a scappare e a recarsi al commissariato per denunciare l’incubo che aveva appena vissuto. Ieri mattina la storia è approdata davanti al giudice per le udienze preliminari.
L’imputato, come aveva fatto già nel corso dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, si è difeso sostenendo di non aver fatto alcuna violenza alla giovane ma che la stessa sarebbe stata pienamente consenziente.
La mattina del 2 febbraio, lo stesso giorno della denuncia e della conseguente perquisizione, la giovane è stata accompagnata in ospedale dove i medici l’hanno sottoposta a visita per accertare l’entità delle lesioni e l’avvenuta violenza.
Nel corso della fase preliminare, il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha chiesto e ottenuto un incidente probatorio per cristallizzare il racconto della giovane ordinando anche l’esame del liquido seminale trovato sui vestiti della ragazza.
Dagli accertamenti eseguiti è emerso che il liquido seminale, non è riferibile all’imputato, come ha fatto notare l’avvocato difensore, Stefano Michelangelo. Mentre, secondo la parte civile ciò sarebbe dovuto al fatto che il rapporto sessuale tra l’imputato e la vittima non si sarebbe concluso. Inoltre impronte dell’uomo sono state trovate sui vestiti indossati quel giorno dalla donna.
La difesa è convinta, in sede di processo, di riuscire a smontare tutte le accuse, mentre per il pubblico ministero non ci sarebbero dubbi sulla solidità del castello accusatorio. Dopo aver ascoltato le parti il giudice per le udienze preliminari ha disposto che la vicenda giudiziaria dovrà essere definita con un regolare processo, fissando la prima udienza al prossimo 11 aprile. Il 45enne di Sulmona dovrà difendersi dalle accuse di violenza sessuale, lesioni, nonché del furto del telefonino.
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