Violenza al raduno degli alpini La Cassazione: processo da rifare

26 Aprile 2023

La Corte ha annullato l’assoluzione dei due imputati per i presunti abusi sessuali subiti da una minore Decisivo il ricorso del procuratore Paolella: «Poco considerate le tracce sul maglione della giovane»

L’AQUILA. Tutto da rifare. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione in merito al processo relativo alla presunta violenza sessuale subita da una minorenne nel corso dell’adunata degli alpini all’Aquila del 2015. Si tratta di un verdetto che cancella l’assoluzione con formula piena degli imputati Danilo Ceci, nato a Parma, residente in provincia di Reggio Emilia e oggi 35enne, e Semir Belhaj, suo coetaneo, nato e residente a Palermo. L’annullamento è arrivato nonostante la richiesta del sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione di dichiarare l’inammissibilità degli appelli. Gli “ermellini” hanno rinviato gli atti presso la Corte d’Appello di Perugia per il nuovo processo. Nel suo ricorso, il procuratore generale Carlo Paolella aveva rimarcato come «la sentenza d’Appello dedica pochissimo spazio all’esito delle analisi scientifiche sul maglione della minore: tre tracce alle quali hanno contribuito i due imputati e la ragazza stessa». «Nel caso in esame», prosegue il ricorso, «è stato particolarmente grave ed evidente il tipo di travisamento della prova perché l’errore sulla prova scientifica ha poi gravemente inficiato il ragionamento probatorio che risulta disancorato dalla realtà processuale». Il pg Paolella ha evidenziato, consulenze alla mano, come «la ragazza presenta gravi ed indiscutibili segni rivelatori di abuso sessuale». Inoltre, aggiunge il procuratore, «la Corte ha eliminato dalla piattaforma probatoria in un processo per stupro di gruppo, la drammatica storia clinica della stessa che prima dei fatti era un'adolescente studiosa e solare sia pure con qualche disagio e insicurezza tipicamente adolescenziali e dopo la violenza sessuale subita, si è spenta tanto che solo dopo un anno di indicibili sofferenze psichiche la ragazza inizierà a svelare lo sconvolgimento». Secondo l’accusa, la ragazza - all’epoca dei fatti 15enne - è stata condotta di sera in un luogo isolato da Ceci e Belhaj, arrivati in città per l’adunata delle penne nere, i quali la costringevano a subire atti sessuali approfittando della condizioni della giovane di inferiorità fisica e psichica, dovuta all’età ma anche al fatto che i due l’avevano indotta a bere più bicchieri di vino. La Corte d’Appello aveva assolto i due imputati con formula piena, ribaltando il verdetto del tribunale dell’Aquila che li aveva condannati in primo grado a quattro anno di reclusione per violenza sessuale di gruppo. Ora il nuovo colpo di scena dalla Cassazione, che ha annullato il verdetto assolutorio per i due imputati e inviato le carte processuali agli uffici perugini (per competenza territoriale) per il nuovo processo. Il caso, insieme alle presunte molestie sessuali avvenute nel raduno degli alpini di Rimini, aveva spaccato l’opinione pubblica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA