Violenze continue sulla moglie: pena di quattro anni e mezzo

10 Aprile 2024

Accolte le richieste della Procura: un 50enne sulmonese condannato anche al risarcimento Secondo l’accusa le aggressioni sarebbero avvenute anche in presenza delle figlie della coppia

SULMONA. Diciotto anni di maltrattamenti ai danni di moglie e figlie, dal 2002 al 2020, con tanto di botte, umiliazioni e richieste di denaro. Una storia di soprusi e inganni alla quale il tribunale di Sulmona ha dato lo stop, condannando il marito della donna, un 50enne residente a Sulmona, a quattro anni e sei mesi di reclusione, ai quali si aggiungono il risarcimento da liquidare alle vittime in separata sede, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e il pagamento delle spese processuali per 3.800 euro.
Stando agli atti processuali, è emerso che l’uomo, per diciotto anni consecutivi aveva posto in essere nei confronti della moglie una serie di atti spregevoli, nonché si era reso protagonista di minacce e violenze fisiche che erano avvenute anche alla presenza delle figlie.
La Procura della Repubblica di Sulmona, che aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio, ha contestato al 50enne di aver maltrattato la sua ex, con consuetudine, fino a costringerla ad interrompere il rapporto coniugale. La donna, in diverse circostanze, veniva picchiata con calci e schiaffi dal marito che la costringeva a chiedere soldi perfino alla madre viste le difficoltà economiche in cui si trovava. Sempre secondo l’accusa, il 17 gennaio 2020, l’imputato si era allontanato senza giustificato motivo dall’abitazione comune, sottraendosi agli obblighi di assistenza e di potestà genitoriale per il mantenimento delle figlie. Ma non è tutto.
Il 50enne era arrivato persino ad acquistare una pistola e una divisa da agente penitenziario su internet, facendo credere, per un periodo di tempo, alla sua ex moglie che stava frequentando un corso di formazione e addestramento. Tutto questo per poter trascorrere del tempo fuori casa. E ancora, la vittima dei maltrattamenti era stata costretta anche a dormire in più occasioni in auto, come emerso dalle indagini della squadra anticrimine del commissariato che aveva smascherato e denunciato il 50enne per i maltrattamenti in famiglia.
La polizia era stata chiamata in causa dalla donna proprio nel 2020 quando, stanca di continuare a subire percosse e umiliazioni, aveva denunciato l’ex marito, facendo scattare l’inchiesta.
«Una storia delicata e assurda che ha fatto emergere il vero profilo dell’uomo-padrone», ha dichiarato l’avvocato di parte civile, Alessandra Vella, che ha assistito le vittime in giudizio. Il collegio del tribunale di Sulmona, presieduto dal giudice, Pierfilippo Mazzagreco, ha accolto la richiesta di condanna, avanzata dal sostituto procuratore Stefano Iafolla, a quattro anni e mezzo di reclusione.
L’uomo, difeso dall’avvocato, Enrico Tedeschi, era stato già condannato nei mesi scorsi per aver abbandonato il tetto coniugale e per essersi sottratto ai doveri di mantenimento delle sue figlie.
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