Violenze sulle donne, uno stop da Corfinio

17 Febbraio 2020

Cerimonia per inaugurare la panchina rossa 1522: campagna delle Democratiche della provincia

CORFINIO. Tante persone in piazza Umberto I, a Corfinio, per la “panchina rossa 1522”, la campagna delle Democratiche della provincia dell’Aquila contro le violenze di genere e i femminicidi. Un simbolo di lotta contro la barbarie di quegli uomini violenti che annientano e spesso distruggono la vita delle donne che dicono di amare, ma anche un emblema di speranza, un luogo dove trovare il numero nazionale antiviolenza attivo nell’arco delle 24 ore, il 1522: una possibile ancora di salvezza per chiedere aiuto e fare il primo, importante passo: porre fine alle violenze quotidiane, numerose volte subite tra le mura domestiche. Come dimostrano i quotidiani casi di cronaca, anche in Abruzzo.
«Siamo consapevoli che una panchina rossa non può rappresentare la soluzione alle violenze di genere», hanno sottolineato l’onorevole Stefania Pezzopane, Gilda Panella, coordinatrice Democratiche della provincia dell’Aquila e Maria Silvia Di Giovanni, Democratiche Corfinio, nel corso della cerimonia a Corfinio.
«Riteniamo però essenziale», hanno aggiunto Pezzopane, Panella e Di Giovanni, «che su questo problema, la cui matrice è chiaramente culturale, non debba scendere il silenzio e che la denuncia sociale sia elemento essenziale perché si arrivi, un giorno, temiamo non così vicino, al debellarsi di un fenomeno orribile, inaccettabile per persone che vogliano definirsi civili. La panchina rossa è quindi là a ricordare, a ogni sguardo, che le donne hanno diritto al rispetto, che i violenti sono vigliacchi che vanno isolati e denunciati, che la violenza, come riporta la citazione nella targa posta sulla panchina rossa, è l’ultimo rifugio degli incapaci. Tutte e tutti insieme», hanno aggiunto le tre rappresentanti del Partito democratico, «siamo chiamate e chiamati a una battaglia di civiltà che non può e non deve conoscere distrazioni di sorta».
La panchina rossa di Corfinio è posizionata accanto alla fontana di Gemma, una donna simbolo per la comunità. «Si tratta di luogo ideale», hanno concluso Pezzopane, Panella e Di Giovanni, «per ricordare quanto sia importante impegnarci tutte e tutti, quotidianamente, per l’affermazione della cultura del rispetto».
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