Violino e fiori degli alunni per l’addio all’insegnante

TRASACCO. Commozione, lacrime, fiori, nastrini e petali di rose bianche, omaggio alla purezza e a un sogno spezzato, per l’estremo saluto a Lidia Cilli, la professoressa di storia dell’arte e...
TRASACCO. Commozione, lacrime, fiori, nastrini e petali di rose bianche, omaggio alla purezza e a un sogno spezzato, per l’estremo saluto a Lidia Cilli, la professoressa di storia dell’arte e letteratura stroncata dal male del secolo. Una folla composta e addolorata, con in prima fila i suoi alunni dell’istituto comprensivo di Trasacco, ha atteso nel silenzio più assoluto la salma della 34enne, accolta nella basilica di San Cesidio dal suono struggente di un violino e da un lungo applauso della comunità trasaccana. Qui i sacerdoti don Francesco Grasso, don Vincenzo Piccione e don Carmine Di Bernardo, hanno concelebrato l’omelia funebre per la sfortunata insegnante, appassionata di Monet e dell’impressionismo, di cui amava i colori, la luce e i fiori. Nel corso della cerimonia è stato ricordato il suo ultimo gesto d’amore verso il prossimo: la donazione delle cornee che consentirà ai suoi splendidi occhi azzurri di continuare a vedere.
Lidia Cilli, morta all’ospedale Sant’Orsola di Bologna dopo una breve malattia, ha lasciato nella disperazione la madre Franca Ciofani, il fratello Mirko e il compagno Massimo che avrebbe sposato in estate. La coppia aveva progettato il fatidico sì ad agosto. «Era una signorina d’altri tempi», la ricorda un’amica, «poco avvezza alle mode, cordiale e raffinata, capace di conquistare lo sguardo e l’attenzione di chiunque avesse a che fare con lei. Ciao Lidia, ci mancherai». (m.s.)
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